Flop Super League: ecco come la Champions League aiuta (e aiuterà) i top club dal punto di vista economico

Niccolò Mariotto
·1 minuto per la lettura

Con il progetto Super League che è fallito miseramente nel giro di appena 48 ore ed è stato accantonato, l'attenzione torna a catalizzarsi sulla Champions League e sulla UEFA.

UEFA Champions League | Denis Doyle/Getty Images
UEFA Champions League | Denis Doyle/Getty Images

I grandi club europei per aumentare ancor di più i loro ricavi hanno inventato una nuova competizione da zero ma ora che l'utopistico sogno Super League è svanito saranno nuovamente le competizioni targate UEFA a garantire gran parte delle loro entrate economiche. Proprio riguardo a questo, le differenze a livello di ricavi tra i grandi club e le cosiddette piccole sono piuttosto ampie e rimarranno tali anche per i prossimi anni finché non entrerà in vigore il nuovo format della Champions League a partire dal 2024.

L'attuale sistema di distribuzione delle risorse tra i vari club (introdotto 3 anni fa) resterà in vigore per i prossimi 3 anni. Il suddetto sistema, tra market pool e ranking storico, salvaguarda le entrate delle big scavando di fatto un solco con il resto delle società che prendono parte alla Champions i cui ricavi sono nettamente inferiori. La situazione rimarrà invariata per l'appunto fino al 2024 quando entrerà in vigore il nuovo format che porterà ad una distribuzione più equa delle risorse.

UEFA | FABRICE COFFRINI/Getty Images
UEFA | FABRICE COFFRINI/Getty Images

La riforma, da un punto di vista strettamente economico, non è stata ancora finalizzata al 100% dall'UEFA ma l'idea è quella di proseguire su questa strada dando ampia importanza al tema della meritocrazia.

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