Football americano, ct Italia: "Cavalcata contro ogni pronostico fino al tetto d'Europa"

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"Le emozioni per l'impresa della finale sono venute tutte dopo, eravamo così concentrati che spazio per altro prima della partita non ce n'è stato: c'era un ambiente surreale, eravamo concentrati a dare il massimo, poi ovviamente dopo l'impresa le lacrime si sono sprecate". Racconta così la conquista del titolo di campione d'Europa della Nazionale italiana di football americano dopo la finale di domenica scorsa a Malmoe contro la Svezia, 41-14 per gli azzurri, il ct Davide Giuliano all'Adnkronos.

"Quando abbiamo iniziato questo ciclo eravamo tra l'ottavo e il nono posto in Europa, è stata tutta una cavalcata eccezionale partendo sempre da sfavoriti, tranne con la Svizzera. L'altra finalista, la Svezia, aveva avuto l'opportunità di giocare due partite (la semifinale con la Finalndia e una amichevole ndr) prima di Malmoe mentre l'Italia ha saltato la semifinale con la Francia falcidiata dal Covid, e non ha potuto rodare i meccanismi: eravamo sfavoriti, in più con tutto il pubblico di casa ovviamente a loro favore", prosegue il coach del 'Blue Team'.

"Abbiamo avuto quasi due anni per preparare questa parte finale degli Europei tra lockdown vari, la Federazione e tutti i membri dello staff hanno fatto un ottimo lavoro per permetterci di radunarci nonostante le restrizioni. L'arma in più di questa Nazionale è stata la coesione: in uno sport come il football americano lavorare assieme è quantomai importante e noi lo abbiamo fatto moltissimo allenandoci il triplo degli altri, tutti uniti, e questo ha reso la Nazionale più simile a un team di club per qualità e coesione. Non abbiamo un giocatore simbolo, una guida, è il gruppo che ha fatto la differenza, sono stati responsabilizzati un po' tutti, dal ragazzino di 18 anni a quello di 32", conclude.

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