Formula 1: a rischio c'è anche il GP d'Azerbaijan

Franco Nugnes
motorsport.com

Del doman non v’è certezza diceva Bacco. La F1 non è in grado di ricostruire un calendario credibile perché gli effetti devastanti del Coronavirus non permettono di affrontare il futuro con una programmazione plausibile, senza che gli eventi cambino lo scenario.

Ieri si è svolta una call conference fra gli organizzatori dei GP e gli sponsor del campionato con i vertici di Formula 1 e FIA per definire le linee guida da adottare nella previsione di una ripartenza della stagione a inizio estate.

E puntualmente i responsabili FOM hanno fatto una doccia ghiacciata quando il rappresentante del GP di Azerbaijan ha spiegato che le autorità di Baku preferiscono rinunciare alla gara di Formula 1 del 7 giugno che avrebbe dovuto aprire la stagione 2020 ma in questa fase molto turbolenta dell’espansione del COVID-19 è giustificato temerne gli effetti.

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Del resto l’allestimento del circuito nella capitale azera ha costi enormi e, proprio come Monte Carlo, l’idea è di fermare tutto in tempo senza inseguire degli spostamenti di data, ben sapendo che la spesa per chiudere la pista sarebbe una perdita certa.

Il calendario provvisorio perderebbe un altro appuntamento dei 18 GP che erano stati paventati solo un giorno prima ai team principal.

E non possiamo essere tacciati di disfattismo se aggiungiamo che anche la posizione del GP del Canada è quanto meno incerta per le stesse identiche ragioni, essendo l’impianto dedicato a Gilles Villeneuve di Montreal un semi-cittadino inserito nel parco di Notre Dame.

Prende corpo, quindi, l’idea che si possano disputare in alcune occasioni due Gran Premi nello stesso week end con piena validità di punteggio iridato in modo da ridurre gli appuntamenti e limitare i problemi logistici per lo spostamento repentino di tutto ciò che segue le monoposto. Vedremo…

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