Frosinone, Caso a CM: 'Il sushi con Chiesa, l'esordio con CR7. Dico grazie al padre di Bernardeschi'

Giuseppe è lì, in testa alla Serie B. Col suo Frosinone guarda tutti dall'alto. Caso di nome (cognome) ma non di fatto. Perché il classe '98 si è meritato la fiducia dei gialloblù, che in estate l'hanno preso a titolo definitivo dal Genoa e ora Grosso non ne può più fare a meno. Sempre titolare da inizio stagione, l’unica partita in cui è subentrato è quella da ex contro il Cosenza: "E' stato bello tornare in un posto dove ho passato un anno intenso e importante - racconta Giuseppe Caso nella nostra intervista - Lì ho raggiunto diversi obiettivi. Ringrazio tutti per l'accoglienza che ho ricevuto".

Vittoria importante con la quale avete scavalcato l’altra tua ex squadra, il Genoa, e ora siete primi.  "Vincere aiuta a lavorare con serenità. Siamo una squadra giovane che deve crescere di settimana in settimana".

Chi è il leader dello spogliatoio? "Beh, Lucioni. È una figura importantissima, ci dà consigli ogni giorno. Lo ringrazieremo per sempre".

A te cosa dice? "Mi ripete di lavorare sempre più forte, quando vede che sembro dare qualcosa in meno è subito lì a spronarmi. Siamo anche vicini nello spogliatoio, quindi non si scappa".

Con Mazzitelli fate le sfide su chi ha più cultura calcistica, come vanno? "Io vivo di calcio, ma siamo tutti e due molto bravi. Ci sfidiamo sulle carriere dei giocatori o sul numero di trofei vinti da una società".

Qual è il campionato che segui di più? "Chiaramente la Serie A, ma anche la Premier League la guardo sempre con piacere".

È vero che la Fiorentina ti prese su segnalazione del padre di Bernardeschi?  "Sì, avevo 7/8 anni e stavo facendo un torneo a Sarzana. Il papà di Federico all'epoca era osservatore della Fiorentina e mi segnalò".

Qualche anno dopo le telecamere di Mtv sono entrate nel convitto viola per il reality 'Calciatori - Giovani Speranze'. "Era un programma simpatico, a Firenze ha dato notorietà ai ragazzi che hanno partecipato. Ricordo che Bernardeschi aveva rifiutato di farlo, ma non credo sia stata un'esperienza che abbia fatto male".

In Primavera eri compagno di squadra di Chiesa, che ricordi hai?  "Di un ragazzo alla mano. Andavamo a cena fuori insieme, ci divertivamo. Poi, in campo si trasformava e diventava determinato come lo vediamo oggi".

Ci racconti un aneddoto con lui?  "Ricordo una partita con la Primavera, a Chiavari, sotto il diluvio. Giocavo sotto età, per noi era una gara importantissima e quel giorno io e Federico eravamo titolari nel tridente d’attacco. Finì con una mia doppietta e un suo gran gol".

Poi tutti a festeggiare? "Chiaro, la sera tornati a Firenze siamo andati a mangiare il sushi".

In Serie A te lo sei ritrovato contro il giorno del debutto col Genoa. "E abbiamo anche scambiato la maglia, mi piace farlo con i miei ex compagni. La più importante è quella di Fede, ma tengo molto anche a quella del Parma di Pandev, col quale ho giocato a Genova".

Nel giorno dell'esordio, dall'altra parte c’era anche CR7. "Debuttare in Serie A è il sogno di tutti, ma farlo contro una leggenda dà un'emozione unica. Lì per lì pensavo solo a entrare bene, a fine partita mi sono reso conto di chi avevo davanti. E sono andato a salutarlo".

Che ricordi hai di quell’esordio? "La prima azione: sono partito da dentro la nostra area, ho saltato Dybala e poi Bentancur mi ha fatto fallo quasi a metà campo prendendosi un giallo".

In quella Fiorentina c’era anche Castrovilli e sei molto amico con Zaniolo: che effetto fa vederli in Serie A?  "Siamo cresciuti insieme, ci conosciamo da quando abbiamo 11 anni. Con Nicolò perché siamo tutti e due di La Spezia. Vederli ad alti livelli è emozionante e mi fa piacere".

E non ti viene voglia di raggiungerli in Serie A? "Ora penso a fare il massimo con il Frosinone che ha creduto in me e ha fatto un investimento importante".

La prima esperienza tra i grandi è stata a Cuneo dove facevi grandi partite a Fifa con l'ex difensore Santacroce. Chi vinceva? "Con Fabiano siamo rimasti in ottimi rapporti. Vincevo io, perché lui giocava alla Play molto meno di me. È di un’altra generazione".

Che squadra prendevi? "Mah, sceglievo l'opzione della squadra casuale; altrimenti venivano troppo squilibrate. Ora invece gioco alla modalità Fut e il primo giocatore comprato è stato Messi. Penso che me lo porterò avanti fino alla fine".

A Fifa scegli Messi, nel calcio reale ti ispiri a Tevez. "E' vero, perché il suo modo di giocare assomiglia al mio. Poteva fare la seconda punta o l'esterno, proprio come me".

A maggio scorso Mancini ti ha convocato a Coverciano per lo stage. Ci racconti quel momento? "Ero nel Cosenza, l'ho saputo a poche ora dalla finale playout di ritorno. In quel momento non mi sono goduto la notizia perché dovevo pensare alla partita, poi la serata è diventata perfetta: salvezza conquistata e convocazione in Nazionale. E' stato un onore aver fatto quello stage, ora sogno di indossare la maglia azzurra in una partita".

Cosa vi aveva detto il ct? "Che i ragazzi convocati sarebbero stati seguiti, ed effettivamente qualcuno poi è stato chiamato in Nazionale. Io lavoro per raggiungere quell'obiettivo".

@francGuerrieri