Gabigol tocca la coppa ma spezza la maledizione: Libertadores al Flamengo

L'attaccante del Flamengo ha toccato la Libertadores prima del match contro il River Plate: chi lo fa, di solito, perde la finalissima.
L'attaccante del Flamengo ha toccato la Libertadores prima del match contro il River Plate: chi lo fa, di solito, perde la finalissima.

Ok, c'è chi non ci crede. Ma anche che chi non ha mai avuto dubbi. Ancor più sicuri dopo quanto accaduto a Lima, sede della finale di Copa Libertadores, prima del fischio d'inizio. Flamengo e River Plate a confronto per alzare la magica coppa di regina del Sudamerica. Una coppa toccata da Gabigol prima di entrare in campo. Ahi? No, festa.


La maledizione è spezzata. Era una di quelle regole non scritte che ciclicamente si ripete: se un giocatore tocca la coppa prima di entrare in campo, quella coppa che una delle due squadre solleverà al termine della contesa, posizionata subito dopo il tunnel degli spogliatoi, allora la sua squadra non avrà gloria.

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Gabigol, massimo trascinatore del Flamengo nel 2019 sia nella Copa Libertadores, sia nei tornei interni brasiliani, non è riuscito incidere nella finalissima contro il River Plate, fino ai minuti finali. Poi, ha superato la leggenda per divenire qualcosa di più: doppietta a ribaltare la gara, 40 goal in stagione, coppa ai rossoneri.

Ha toccato la coppa, ma non è finita come in passato. Chiedere ad esempio a Payet , che nell'ultima finale giocata dal Marsiglia, in Europa League, toccò la coppa: Atletico Madrid in festa. Chiedere a Gattuso , che toccò la coppa prima della famosa finale di Istanbul tra Milan e Liverpool. Rimonta storica e Champions ai Reds.

Di solito, prassi vuole che la coppa non venga nemmeno guardata dai ventidue titolari che sfilano accanto ad essa prima di cominciare la gara. Figurarsi toccarla. Serve conquistarla sul campo prima di poterla non solo toccare, ma anche baciarla e stringerla a sè per tutta la notte.

Gabigol ha fatto come voleva, forte di un anno da incorniciare, fin qui il migliore della sua carriera: ha assaporato la coppa, stava per perderla, invece sarà lui a godersela oer le prossime ore. Il River Plate cannibale non è più il re, ora il sovrano è lui, Gabriel Barbosa. Capace di tutto. Anche di rendere ricca l'Inter nei prossimi mesi.

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