Galeone: 'Allegri al Real? La vera sfida sarebbe la Juve. Adora Chiesa e Kulusevski, ecco perché fu esonerato'

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L'ex allenatore del Pescara, nonché storico mentore di Massimiliano Allegri, Giovanni Galeone è tornato a parlare del suo pupillo ai microfoni della Gazzetta dello Sport dando forti indizi sul suo futuro.

TORNA - "Però non mi chieda dove andrà perché non lo so. Secondo me ha già qualcosa di concreto, ma credo che sia un po’ indeciso. L’unica certezza che posso darle è che tornerà in panchina. Finalmente, perché due stagioni lontano dal campo sono troppe. Anche per uno come lui, che il primo anno si è goduto la famiglia, ma il secondo ha cominciato a soffrire".

REAL? CHI DIREBBE NO? - ​"Diciamo che, considerati i nomi delle pretendenti, casca bene in ogni caso. Chi non vorrebbe allenare il Real? Un’esperienza all’estero gli manca e per lui sarebbe una grossa chance".

LA VERA SFIDA È LA JUVE - "Però io credo che la vera sfida sia tornare alla Juve. Se me lo avesse prospettato un’estate fa gliene avrei dette di tutti i colori, ma ora la situazione è diversa. A Torino avrebbe una bella opportunità per dare una svolta".

PERCHE' FU ESONERATO - "Max fu esonerato per divergenze tecniche con la dirigenza, non a caso dopo il suo addio sono stati mandati via i suoi fedelissimi Mandzukic, Khedira e Matuidi. Fu un segnale chiaro, ma credo che adesso si siano resi conto che aveva ragione: qualcosina bisognava cambiare. La BBC è finita quando si è ritirato Barzagli, ma la Juve a parte De Ligt non è corsa ai ripari. Pirlo quando non aveva Chiellini ha dovuto schierare Alex Sandro centrale, perché non c’erano altri mancini in rosa. Se tornerà, Allegri stavolta vorrà dare anche un importante contributo tecnico".

CHIESA E KULUSEVSKI - "Di Chiesa abbiamo parlato spesso e devo ammettere che aveva ragione Max: io non impazzisco per lui, non credevo facesse così bene ma mi sono dovuto ricredere. È migliorato tanto e Allegri aveva visto giusto fin dall’inizio. Anche Kulusevski gli piace e con lui potrebbe crescere tanto. Ma soprattutto potrebbe rivitalizzare giocatori caduti in disgrazia come Bernardeschi, che per Allegri ha un futuro da mezzala. Ecco, lo vorrei alla Juve per vederlo ribaltare la situazione. Dimostrare che è l’allenatore che comanda, come fece quando mandò Bonucci in tribuna".

QUALITA' - "La capacità di leggere le partite, che è una cosa importantissima. Io ho avuto la fortuna di allenare Allegri e Gasperini ed entrambi riuscivano a capire in anticipo ciò che sarebbe accaduto. Ma non è detto che chi ce l’ha da giocatore conservi questa dote quando si sposta in panchina. Max lo ha dimostrato sul campo: ricordo tanti match, e non solo alla Juve, ribaltati con i cambi. Da questo punto di vista vedo Pirlo ancora troppo giocatore: fatica a incidere a gara in corso".