Gallera: "Stop alle mascherine era un patto con i cittadini"

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Ospedale San Carlo, Milano (AP Photo/Antonio Calanni)
Ospedale San Carlo, Milano (AP Photo/Antonio Calanni)

La Lombardia respira finalmente, dopo che, ultima fra le regioni in Italia, anche qui è caduto l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto (purché sia mantenuta la distanza anti-contagio tra le persone).

Le cose d’altronde vanno meglio nella regione che maggiormente ha sofferto dell’epidemia di coronavirus. “Il numero delle persone in terapia intensiva è molto basso, quei pochi sono persone con altre patologie, e con il Covid che si riscontra in modo asintomatico. Il virus sembra meno aggressivo, il perché lo dirà la scienza”, ha spiegato Giulio Gallera, assessore al welfare della Lombardia intervistato da Il Giornale, precisando: “Alla luce di questo e dell’azione che stiamo facendo, riteniamo di allentare leggermente, in un patto virtuoso con i cittadini”.

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Ecco il patto: “Se tenere la mascherina all’aperto, distanziati, può essere faticoso, si può allentare un po’. Ma pronti a rimetterla a settembre se dovesse essere necessario”. “I cittadini - continua l’assessore - sono stati molto rigorosi sia in quei due mesi in casa sia dopo. Al di là di qualche caso, questa risposta ci ha consentito di essere a un livello migliore di altri Paesi in cui non c’è stato lo stesso rigore”.

E in merito alla gestione della crisi da parte della Lombardia, conclude: “C’è stata una campagna violenta di diffamazione. Ciò che intristisce è che sia stata usata la pandemia come clava per la contrapposizione politica. È stata usata la parola ‘assassini’. E qui tutti hanno lavorato per salvare vite”.

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