Gallerie insicure, sono circa 200 quelle non a norma in Italia

Gallerie insicure, sono circa 200 quelle non a norma in Italia
Gallerie insicure, sono circa 200 quelle non a norma in Italia

Sono duecento le gallerie a rischio lungo tutta la rete autostradale italiana: 105 in concessione a Aspi e 90 gestite da altre società. A rivelarlo è il Consiglio superiore dei lavori pubblici con una lettera inviata a vigili del fuoco e a tutti i provveditorati alle opere pubbliche.

Il documento è stato acquisito dalla Guardia di Finanza di Genova e indica i tunnel lunghi oltre 500 metri che presentano pericoli di incidenti e crolli, non sono impermeabilizzati, sono privi di sistemi di sicurezza, di corsie di emergenza e vie di fuga, luci guida in caso di evacuazione. In pratica, tutte gallerie non a norma con la direttiva europea 54 del 2004.

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Il caso Berté

Tra le 200 gallerie figura anche la Berté, sulla A26 che collega Genova Voltri con Gravellona Toce, dove il 30 dicembre sono crollate due tonnellate di cemento dalla volta. Per questo episodio, la procura di Genova ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per crollo colposo. Gli investigatori stanno cercando di capire se la società fosse a conoscenza delle reali condizioni del tunnel e se avesse iniziato a mettere in pratica gli accorgimenti per la messa in sicurezza dell'infrastruttura. La Bertè era stata controllata dai tecnici di Spea ed era stata classificata col 40, un voto basso che aveva innescato la procedura di programmazione di lavori rubricati però in là col tempo.

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Le altre gallerie a rischio

Tra i duecento tunnel segnalati dal documento del ministero, spunta anche la galleria Montemiletto (sulla A16 Napoli-Canosa)i cui problemi sono noti all’Uit (Ufficio Ispettivo Territoriale ), che l’ha inserita in un elenco delle criticità più rilevanti “ai fini della sicurezza stradale della rete Aspi”. Le carte in possesso della Procura di Avellino lanciano l’allarme anche su 25 tunnel disseminati tra le province di Pescara, Salerno, Avellino, Ascoli Piceno, Teramo, Chieti e Fermo.

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Delle 105 gallerie in carico ad Aspi, una decina si trova lungo le dorsali appenniniche tra Liguria, Piemonte ed Emilia Romagna. Oltre la già citata Bertè, ci sono la Turchino, vicino Genova, mentre più a Nord la Mottarone, a Verbania; la Coronata sulla A-10, Genova-Savona, limitrofa al viadotto Morandi; sulla A12 Genova-Rosignano ci sono la Monte Quezzi, la Veilino, la Monte Sperone e la Maddalena tra Rapallo e Sestri Levante; sulla A7, la Genova-Milano Serravalle, la Bolzaneto Uno, la Monte Sperone e la Monreale.

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Nel Nord Est, la Tarvisio sulla A23, la Udine Tarvisio. Sulla A14 Adriatica la Pedaso e la Casello Grottamare, chiusa il 23 agosto del 2018 per un incidente provocato dall’incendio di un camion, riaperta dopo 6 mesi. Aspi, rispetto alla “Direttiva europea sui requisiti minimi di sicurezza per le gallerie della rete stradale transeuropea”, ha assicurato all’ufficio del Mit di aver cominciato già la scorsa primavera gli interventi di adeguamento, prima di altri concessionari. Interventi che avrebbero come scadenza finale aprile 2022.

Intanto esistono delle prescrizioni per attraversare le gallerie: come limitare la velocità, aumentare la distanza minima tra i veicoli, vietare il sorpasso, il transito per i mezzi che trasportano merci pericolose, infiammabili e tossici; e ancora, connetterle con un centro di controllo e dotarle di approvvigionamento idrico a sufficienza per far fronte ad eventuali incendi.

Ue, cosa rischia l’Italia

L’Italia rischia ora una procedura d’infrazione Ue. Solo dopo i crolli di fine anno sono state avviate ispezioni approfondite sulla sicurezza strutturale. La direttiva europea 2004/54, recepita in Italia nel 2006, fissava per le gallerie lunghe più di 500 metri requisiti di sicurezza molto chiari dando tempo fino al 30 aprile 2019 per adeguarsi. Ancora nella primavera il Mit (retto allora dal grillino Danilo Toninelli) ha cercato di ottenere una proroga al 2022 data l’alta concentrazione di gallerie in Italia, ma a ottobre la Ue ha comunicato l’avvio degli atti per una procedura d’infrazione.

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