Galliani 'approva' Ibrahimovic: "Una volta appese un compagno al muro perché non si impegnava"

Galliani racconta Ibrahimovic alla 'Gazzetta dello Sport': "Di liti ne ho viste, ma mai qualcuno appeso al muro, nel senso letterale del termine".
Galliani racconta Ibrahimovic alla 'Gazzetta dello Sport': "Di liti ne ho viste, ma mai qualcuno appeso al muro, nel senso letterale del termine".

Il Milan ha annunciato l'acquisto di Zlatan Ibrahimovic nella giornata di venerdì e oggi, ai microfoni della 'Gazzetta dello Sport', Adriano Galliani spiega perché approva in pieno l'arrivo dello svedese. Proprio lui che nove anni fa, nell'estate del 2010, lo portò al Milan per la prima volta.

"Zlatan ha una tale forza morale, un carisma, una determinazione per cui sarà sempre decisivo. In trentuno anni di storia rossonera non ho mai visto un giocatore appenderne al muro un altro perché non si impegnava abbastanza. Di liti ne ho viste eccome, ma mai qualcuno appeso al muro, nel senso letterale del termine. Ibra è così e lo farà ancora se vedrà un compagno non allenarsi al massimo. Anzi stavolta sentirà ancora di più questa responsabilità: Zlatan porterà aria pura".

Questa la prima descrizione che Adriano Galliani traccia di Ibrahimovic. Un uomo capace di appendere al muro i propri compagni che non si impegnano al suo stesso livello. Poi l'ex amministratore delegato del Milan racconta proprio la trattativa di nove anni fa.

Scorri per continuare con i contenuti
Annuncio

"Parto per Barcellona dove ci sono Zlatan e Raiola ma non Sandro Rosell, il presidente del club. Era a Ibiza in vacanza ma grazie alla nostra grande amicizia lo convinsi a rientrare. Per scaramanzia il rituale fu lo stesso del 2008, quando tornai a Milano con Ronaldinho. L'acquisto fu festeggiato a cena, al ristorante. Quando vado a pagare nessuna delle mie due carte di credito funziona. Prova e riprova ma niente. Toccò pagare a Ibra, che mi guardava un po’ così. Ma lo rassicurai: stai sereno, i soldi ci sono. Allora rise come un pazzo".

Galliani tra l'altro ha come grande rimpianto il fatto che Zlatan Ibrahimovic lasciò il Milan due anni dopo, dopo che a gennaio di quella stagione fu sfiorato un colpo clamoroso.

"Non voleva assolutamente andarsene. Fu ceduto per questioni di bilancio. Ma prima, nel mercato di gennaio, era tutto fatto per la cessione di Pato al PSG e l’arrivo di Tevez dal City. Un sogno, la coppia Ibra-Tevez. Saltò tutto e chissà cosa poteva essere. Credo che avremmo continuato a vincere, in quel periodo eravamo ancora davanti alla Juve. Cambiò la storia, Milan secondo. Si arriva all’estate 2012, quella dell’addio dei senatori".

Infine, Galliani conferma anche il tentativo che ha fatto con Ibrahimovic qualche settimana fa per conto del Monza.

"Verissimo. L’ho chiamato per proporgli un grande percorso insieme. Si è messo a ridere. Poi ha capito che non scherzavo e si è fatto serio : “Ehm, capo…”. Ha declinato l’invito e scelto il Milan, per cui va bene così".

Potrebbe interessarti anche...