Ganso fuori dall'incubo: in campo dopo 5 mesi, segna una doppietta

Scelto da Sampaoli per la prima volta da novembre, Ganso finalmente si sblocca: è il grande protagonista di Siviglia-Granada. È l'uscita dal tunnel?

Tutto in un paio d'ore: titolarità e due goal. La rinascita di Paulo Henrique Ganso si consuma così, in un venerdì sera apparentemente anonimo e in una partita apparentemente anonima, nonostante si tratti di un derby. Ma di anonimo, se si guarda Siviglia-Granada con i suoi occhi, non c'è proprio nulla.

Il trequartista brasiliano, uno dei tantissimi piedi buoni voluti dal visionario Jorge Sampaoli un'estate fa e impalpabile nella sua prima stagione europea, finalmente ce l'ha fatta: si è preso le copertine e ha fatto ricredere un allenatore che ha presto dimostrato di non credere in lui. Segnando non uno, ma due gol, dopo un'eternità.

Un'uscita dall'incubo vero e proprio in cui Ganso era andato a infilarsi. 7 presenze in Liga prima di oggi, per un totale di 356 minuti in campo: gli ultimi, l'ex Santos e San Paolo li aveva messi assieme addirittura il 19 novembre dello scorso anno, a La Coruña contro il Deportivo. Poco più di 5 mesi fa.

La sua presenza nell'undici titolare anti-Granada, finalmente scelto da un Sampaoli che per tutto l'inverno non ha fatto che ignorarlo, ha sorpreso un po' tutti. E il bello è che Ganso ci ha messo 3 minuti per andare in goal, con un sinistro da dentro l'area non trattenuto da Ochoa, prima di inginocchiarsi a terra, travolto dall'emozione e dall'abbraccio particolarmente sentito dei compagni.

Finita? No, perché se è vero che l'appetito vien mangiando Ganso non ha fatto eccezione: il mancino ha firmato la seconda rete a inizio ripresa, appoggiando in rete a porta vuota (e forse in posizione irregolare) un cross perfetto di Sarabia. Doppietta alla prima presenza dopo quasi mezzo anno: da non crederci.

Sarà la prima tappa di una rinascita in cui ormai credeva un numero sempre minore di persone? Lo spera il Siviglia e lo spera Ganso, che ai tempi del Santos era considerato il partner perfetto di Neymar non solo in bianconero, ma anche nella nazionale brasiliana. Gli anni successivi hanno detto tutt'altro, ma a 27 anni il tempo per recuperare il tempo perduto c'è ancora.

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