Gattuso è la scelta giusta per la Fiorentina: come giocherebbe con lui e cosa servirebbe?

Chiara Manetti
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Alla fine di questa stagione la Fiorentina ha una sola certezza: Beppe Iachini, dopo aver traghettato la squadra verso la sperata salvezza, lascerà la panchina Viola. Dopo molti sbagli in regia, è arrivato il momento di centrare il nome giusto per poter costruire un progetto a lungo termine. E possibilmente vincente. Tanti sono gli allenatori tirati in ballo in questa girandola di scelte: ci sono le suggestioni (quasi) impossibili di Sarri e Spalletti, quelle più concrete come Juric e De Zerbi, i nomi nuovi come Italiano. Ma, su tutti, in questi giorni se n’è imposto uno prepotentemente: Gennaro Gattuso. L’allenatore calabro, infatti, lascerà il Napoli al termine della stagione in corso, complice un rapporto con De Laurentiis ai minimi storici e un contratto in scadenza.

È dunque Gattuso la prima scelta per la panchina della Fiorentina. Del resto, Commisso non ha mai nascosto il suo apprezzamento verso di lui e non solo per le origini calabresi comuni. C’è stima nei suoi confronti per le qualità di gioco espresse in questi anni (soprattutto a Napoli, considerando tutte le difficoltà che ha avuto), per la disponibilità ad ascoltare le idee e i progetti viola, per la sua schiettezza e per le non troppe pretese in campagna acquisti. Ma sarebbe davvero la scelta giusta? Proviamo ad analizzare come sarebbe la Fiorentina con il suo arrivo.

Gennaro Gattuso | Soccrates Images/Getty Images
Gennaro Gattuso | Soccrates Images/Getty Images

La prima cosa che porterebbe a Firenze sarebbe quella grinta che da sempre lo contraddistingue. Sa infondere motivazioni e senso di appartenenza: tutto quello che in questo momento manca a una squadra che, praticamente, va rifatta da capo. Sappiamo che Gattuso ama giocare con il 4-3-3 o il 4-2-3-1. Sono due moduli testati anche da Prandelli e che non hanno dato risultati soddisfacenti (tanto che il tecnico bresciano è dovuto tornare spesso al 3-5-2). Infatti i centrali difensivi titolari della Fiorentina, Milenkovic e Pezzella, hanno dimostrato più volte di soffrire in una difesa a quattro. I due, però, dovrebbero quasi sicuramente lasciare la Fiorentina al termine della stagione. Di conseguenza, Gattuso avrebbe bisogno di due titolari forti, adatti al suo modo di giocare. Ripartendo dalle certezze Quarta e Igor, potrebbe portarsi con sé qualche giocatore da Napoli, come Maksimovic. A completare la difesa potrebbe arrivare anche un terzino duttile e forte come Hysaj (o dalle caratteristiche simili).

Ma non sono gli unici calciatori che Gattuso si porterebbe dietro da Napoli. Uno come Demme, per esempio, potrebbe ricoprire quel ruolo di regista che adesso è vuoto. Perché Amrabat ha dato prova che non è la sua specialità e Pulgar non brillato particolarmente. Con il giocatore marocchino e con Castrovilli, Demme (o un giocatore con le sue caratteristiche) completerebbe un forte centrocampo. Per ultimare il modulo servirebbero anche degli esterni di valore e una punta che possa sostituire degnamente l’inamovibile Vlahovic. Senza contare che deve ancora essere sciolto il nodo Ribery: voci degli ultimi giorni lo avvicinerebbero al rinnovo, ma niente è certo. In più il Ribery visto fino ad adesso non ha aiutato una Fiorentina in difficoltà. Non è scontata nemmeno la permanenza di Dragowski: a Gattuso piacciono i portieri che impostano l’azione con i piedi, cosa che il polacco ancora non fa. E allora per lui si aprirebbero le strade della Germania e dell’Inghilterra.

Insomma quel che è certo è che la Fiorentina, con Gattuso al timone, verrà rivoluzionata con l’arrivo di calciatori forti (non necessariamente dei top player) e pronti. Il tecnico calabrese ha bisogno di giocatori funzionali ai suoi mantra: difesa a quattro, tanto possesso palla e qualità. Inoltre è chiaro a tutti che lo spogliatoio viola ha fallito: i calciatori non sono una squadra, ma semplicemente dei solisti forti che devono giocare insieme. C'è bisogno di cedere chi se ne vuole andare e ripartire dalle poche certezze che ci sono, costruendo finalmente uno spogliatoio unito che faccia gruppo e si leghi al suo allenatore. Colui che può portare di nuovo il sorriso in una squadra che vuole tornare a divertire e a divertirsi, riprendendosi piano piano il suo meritato posto in Serie A.