Genoa, quant'è dura la Serie B: Blessin in bilico, spunta la suggestione Criscito. E sul mercato...

Doveva essere la squadra protagonista assoluta del campionato di Serie B. Ma per il momento è stata poco più di una comparsa. Malgrado il ritrovato entusiasmo di una tifoseria reduce da anni di tribolazioni e un mercato faraonico, almeno per la categoria, che ha portato in dote il capocannoniere e il re degli assist dell'ultimo torneo oltre ad una serie di profili di assoluto spessore, primo fra tutti quello di Kevin Strootman, le attese riposte nel Genoa non sono state finora rispettate. Se non in minima parte.

SI PUO' FARE DI PIU' - Pur navigando nelle zone altissime della classifica, a soli due punti da quel secondo posto che garantirebbe il ritorno immediato in A, la prima parte di stagione dei liguri non è stata per nulla all'altezza delle aspettative della vigilia. Certamente non dal punto di vista del gioco, sempre stentato e privo di acuti. Ma neppure per quanto riguarda i risultati. Se si esclude la prima giornata, il Genoa è stato in testa alla classifica una sola volta, dopo la vittoria esterna sulla Ternana nel decimo turno. Una vetta conquistata peraltro in coabitazione con il Frosinone, colui che fin qui ha sottratto al Grifone quel ruolo da dominatore che sembrava spettargli di diritto. Un primato fugace, svanito velocemente nell'arco delle tre giornate successive. E insieme ad esso hanno cominciato a dissiparsi anche le tante certezze che avvolgevano Pegli e dintorni.

PANCHINA TRABALLANTE - A pagarne le conseguenze, come sempre accade in questi casi, è ovviamente l'allenatore. A dieci mesi dal suo arrivo in Liguria, Alexander Blessin non è ancora riuscito a dare una fisionomia netta alla propria creatura. Troppi gli errori commessi e ripetuti dal tecnico di Stoccarda. Tanti i malumori creati dentro e fuori lo spogliatoio. Scaricato dalla maggioranza dei tifosi, che sognano e invocano il clamoroso ritorno ma solo per la prossima stagione del mai dimenticato Gian Piero Gasperini ma che nell'attesa di accontenterebbero anche del rientro in sella di Aurelio Andreazzoli, Blessin si consola con la fiducia che in lui sembra ancora riporre la proprietà. La quale tuttavia per quanta pazienza disponga non potrà attendere in eterno. Una svolta è necessaria. Se non dal punto di vista estetico, almeno per quanto riguarda la classifica. E se ciò non avverrà in tempi rapidi il Genoa si troverà a rivivere un copione già affrontato decine di volte nel recente passato, quando gli allenatori si alternavano sulla sua panchina al ritmo delle stagioni. Quelle meteorologiche, non sportive.

IL RITORNO DEL CAPITANO - Un copione che ben conosce Mimmo Criscito, altra vecchia conoscenza del mondo rossoblù tornato prepotentemente d'attualità negli ultimi giorni. Terminata anzitempo la sua esperienza a Toronto, il vecchio capitano ha ripreso possesso della sua abitazione genovese. Un rientro alla base che molti hanno interpretato come un prologo al possibile ritorno in organico del difensore campano. Eventualità prontamente smentita dallo stesso Criscito che per quanto legato in maniera viscerale al Grifone ha già fatto sapere di considerare conclusa la sua esperienza sul campo da gioco. Ma non la sua storia d'amore con il club che lo ha cresciuto come uomo e calciatore. Criscito, infatti, fin dai tempi del suo ritorno in Liguria dopo il settennato dorato in quel di San Pietroburgo non ha mai nascosto l'intenzione di diventare un giorno membro dello staff tecnico o dirigenziale dei rossoblù. Un'ambizione che era diventata una promessa solenne ai tempi della presidenza Preziosi ma che ora potrebbe tornare in discussione dopo che il timone della società è passato nelle mani della 777 Partners.

SOGNO AMERICANO - Già, gli americani. Esattamente un anno fa Steven Pasko e soci annunciavano di aver acquisito il pacchetto di maggioranza del club più antico d'Italia. Un avvento festeggiato dai genoani come il popolo eletto celebrerebbe l'arrivo del Messia e appena scalfito dalla successiva retrocessione in Serie B. La caduta in cadetteria rappresentava del resto per il popolo genoano una sorta di scotto da pagare per essersi liberati di una proprietà la cui età dell'oro era ormai diventata un ricordo sbiadito. Per i nuovi padroni, invece, la B era, ed è ancora, la base di partenza di un progetto pluriennale e ad ampio respiro. Poco più di un semplice incidente di percorso, esorcizzato dal motto "Only One Year" proferito in estate dal presidente Zangrillo in riferimento alla permanenza in cadetteria. Una frase, passata nel giro di pochi mesi da mantra a imperativo, messa a rischio da un avvio balbettante ma ancora assolutamente realizzabile per guadare al futuro senza necessariamente specchiarsi nel passato.