Giovani e meno gravi, l'identikit dei nuovi ricoverati

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(AP Photo/Alessandra Tarantino)
(AP Photo/Alessandra Tarantino)

La pressione sugli ospedali continua ad aumentare in questa seconda ondata di Coronavirus in Italia. Ma qual è l'identikit dei nuovi ricoverati? I più gravi hanno tra i 55 e i 60 anni e presenza di fattori di rischio, soprattutto ipertensione, diabete e obesità, spiega al Corriere della Sera Andrea Gori, infettivologo del policlinico di Milano.

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Ricoveri più brevi

La buona notizia è che i ricoveri nei reparti al di fuori delle rianimazioni durano circa la metà rispetto alla fase critica della prima ondata, la maggior parte delle prognosi si risolve positivamente, dicono i medici anche se mancano ancora dati nazionali ufficiali. Ciò è dovuto all'età media dei ricoverati che si è abbassata e a una maggiore consapevolezza del personale su come intervenire: "Chi entra con polmonite adesso è in relative, buone condizioni. In alcuni casi c’è un peggioramento però abbiamo in mano la ricetta magica - commenta sul quotidiano milanese Nicola Petrosillo, infettivologo dello Spallanzani, e cioè una terapia basata su cortisone, eparina (per prevenire le embolie polmonari) e ossigeno.

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Il dimezzamento dei ricoveri consente un avvicendamento più veloce dei pazienti e la capacità di occupazione dei letti è raddoppiata. Si possono assistere quindi più persone.

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