Giovinco: "Juve, ti aspetto al Mondiale per Club 2020. Le critiche per il mio ingaggio? Invidia"

Antonio Parrotto
90min

​Sebastian Giovinco, attaccante dell'Al Hilal, sarà a Riad per vedere la Supercoppa italiana tra la ​Juventus e la Lazio. Il giocatore, ex bianconero, ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport parlando della sfida e non solo. Ecco le sue dichiarazioni. 

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Sebastian Giovinco
Sebastian Giovinco

Le proteste per non giocare la Supercoppa qui a causa delle condizioni delle donne nel paese? 


"Per un italiano vedere due sale separate in un ristorante, una delle due riservata agli uomini, è strano. Ma la divisione sta scomparendo e per me è un buon segno che si giochi qui. Sono stato all’incontro di boxe tra Joshua e Ruiz, c’era una bellissima atmosfera. Qui il calcio è una seconda religione e in tv, su 100 canali, 80 parlano di calcio. I tifosi dell’Al Hilal in particolare sono molto esigenti, come quelli di una grande europea: vogliono vincere sempre".


Il calcio arabo?


"Hanno una bella base, una cultura calcistica molto valida, e con il Flamengo avete visto che l’Al Hilal può lottare contro le migliori al mondo. La qualità c’è e diversi sauditi potrebbero giocare in A".


Chi vincerà tra Juve e Lazio?


"In gara secca, impossibile dirlo. La Juve è favorita, ma la Lazio sta bene".


Corsa Scudetto?


"L’Inter darà fastidio alla Juve fino alla fine, lo dico dall’inizio".


Il giocatore più sorprendente del campionato?


"Sensi. Mi ha colpito molto: sapevo che aveva un grande talento, ma è salito di livello".


Il mio futuro?


"Non so davvero. Un anno fa pensavo che sarei rimasto in Canada a vita…


Nazionale impossibile al 100%?


"Sì, ora penso proprio non sia più possibile".


Sfida alla Juve?


"Vogliamo centrare il bis in Champions. E poi magari... Sarebbe fantastico ritrovarsi al Mondiale per Club 2020 con la Juventus - ha aggiunto a Tuttosport - Spero che per loro sia l'anno giusto. Beh, per noi sarebbe straordinario ripetersi. A volte i sogni si avverano".


Le critiche per i soldi?


"Probabilmente è invidia. Come se ci fosse qualcuno a cui piace lavorare gratis... Mi sento molto fortunato ad aver fatto queste esperienze all'estero. Del resto in Italia si tende a spendere di più per chi viene da fuori e io che sono italiano ho semplicemente colto le opportunità che mi sono arrivate da altre nazioni".

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