Giraudo a CM: 'Ero senza squadra, ora rinnovo con la Reggina. Inzaghi vive di calcio, papà mi dà la forza dall'alto'

Toccare il fondo, per poi risalire. Due anni fa Federico Giraudo era senza squadra, oggi fa parte di quella Reggina di Pippo Inzaghi seconda in Serie B. Classe '98, esterno a tutta fascia, nell'ultima gara col Genoa è tornato titolare dopo quasi tre mesi: "E' stata una bella sensazione, soprattutto in una delle partite più importanti della stagione - racconta Giraudo a calciomercato.com - Avevo un po' di tensione perché ci giocavamo tanto. Da parte dell'allenatore è stato un grande attestato di stima".

Che impressione fa vedere la Reggina al secondo posto? "Speciale. Soprattutto dopo che l'anno scorso abbiamo rischiato di sparire. Metterei subito la firma per finire la stagione oggi, ma la Serie B è lunga e complicata: la parola chiave in questo campionato è continuità".

A febbraio scorso debutto in Serie B con assist, ora manca il primo gol. "E' stato bellissimo vincere a Ferrara con un mio assist, la partita perfetta che aspettavo da tanti anni. Adesso manca la ciliegina sulla torta, quel gol che spero di riuscire a fare presto. Anche se non è una delle mie caratteristiche principali".

Com’è il Pippo Inzaghi allenatore? "Un martello. Ha una passione impressionante, vive tutto il giorno di calcio e si dedica solo a quello. Sa tutto sulla Serie B ma anche sulla C: si informa sulle partite, sui giocatori... E' un allenatore che si mette sempre in discussione per migliorare, e questo la dice lunga anche sul suo valore umano".

Qual è la cosa che ti ripete più spesso? "Mi chiede di stare attento in fase difensiva e di uscire sugli avversari, spingere senza paura".

Che ricordi hai del Mondiale 2006 dove c'era anche lui? "Avevo 8 anni, ma mi ricordo benissimo tutte le partite. Da piccolo sono cresciuto vedendo la Juve allo stadio, oggi è difficile spiegare cosa ho provato vedendo il mister da vicino per la prima volta".

Inzaghi ex juventino. "E' vero, anche se ero troppo piccolo per ricordarmelo in bianconero. Ma ricordo i racconti di mio padre, tifoso della Juve, che purtroppo oggi non c'è più".

Cosa ti direbbe se sapesse che il tuo allenatore è Pippo Inzaghi? "Sono sicuro che lo sa, e sapere che mi guarda dall'alto mi dà tanta forza e orgoglio".

In estate sei voluto rimanere alla Reggina nonostante l'interesse di altri club. "Siamo partiti in ritardo rispetto alle altre squadra ed era un po' tutto in divenire, ma la società aveva voglia di fare bene e Inzaghi l'ha capito subito. L'avevo intuito anch'io, così ho deciso di non valutare nemmeno altre proposte. Ora sono contento della scelta fatta, nonostante i momenti difficili in cui magari si trova meno spazio. Quei periodi fanno capire quanto sia importante lavorare tutti i giorni per farsi trovare pronti nei momenti giusti".

E ora sei vicino al rinnovo. "Stiamo limando gli ultimi dettagli, ma spero di rimanere qui per tanto tempo".

Chi è il giocatore che ti ha stupito di più in allenamento? "Vi posso dire che ogni giorno guardo le giocate di Menez e mi rendo conto che alcune volte fa cose che noi non possiamo neanche immaginare. Ma mi piace molto anche Hernani, uno che in Serie B c'entra poco".

La giocata di Menez che ti ha colpito più di altre? "Mi ha impressionato la freddezza nel saltare gli avversari quando segnò l'anno scorso col Pisa e il gol col Vicenza, nel quale ha fatto fuori un po' di giocatori prima di metterla in porta".

Sei partito dalle giovanili del Torino insieme a Gatti della Juventus. "Eravamo insieme nei Pulcini, poi prima di fare insieme i Giovanissimi hanno deciso di mandarlo via. Ogni tanto ci sentiamo ancora. Oltre a lui c'erano anche Buongiorno, che giocava un anno sotto età e oggi è ancora al Toro, e Manuel De Luca della Sampdoria".

Dopo l'esperienza nelle giovanili del Torino e qualche prestito sembravi in fase di decollo, poi sei rimasto svincolato ripartendo dalla Vis Pesaro. "E' stato un percorso strano, ma mi ha dato molta forza. Ero partito molto bene nei prestiti tra Vicenza e Ternana, poi a Cesena dove non fu una grande annata anche a causa del Covid. Dopo il Toro ha sostituito Bava con Vagnati, il nuovo ds ha deciso di fare qualche cambiamento e io mi sono ritrovato svincolato".

Come hai vissuto quel momento? "Pensavo fosse un'opportunità perché i club interessati non avrebbero dovuto neanche pagare il cartellino, ma non è stata una grande situazione. Ringrazierò sempre la Vis Pesaro perché (da ottobre 2020, ndr) mi ha dato l'opportunità di rivivere il calcio come piaceva a me, senza pressioni. Poi è arrivata la Reggina ed è stata un'occasione che ho preso al volo".

In Under 17 eri con Donnarumma e Locatelli, che ricordi hai con loro? "Ho sempre pensato che Locatelli fosse un predestinato, lì in mezzo era il migliore. In campo faceva cose incredibili già a 16 anni, e fuori era un ragazzo che creava gruppo. Su Donnarumma sento dire diverse cose, ma posso confermare che entrambi erano ragazzi umili e perbene. Gigio era già alto due metri, fuori dal campo chiuso e silenzioso ma quando giocava si trasformava: diventava una belva. Già all'epoca era considerato il nuovo Buffon".

Quanto manca alla laurea in Scienze delle Comunicazioni? "Sono agli sgoccioli, spero di finire tutto entro maggio. La scuola per me è sempre stata la priorità, dopo il diploma al liceo classico volevo continuare per avere qualcosa di sicuro oltre al calcio. Una strada alternativa. Oggi invece questo percorso lo vedo come un'opportunità in più".

Su cosa fai la tesi? "Sul rapporto tra calcio e tv per vedere com'è cambiata la fruizione nel corso degi anni".

Come fai a dividerti tra campo e studio? "Non è difficile, durante il tempo libero mi dedico ai libri. In questo periodo non ho esigenze particolari, seguo la mia routine quotidiana e quando non mi alleno non mi pesa mettermi a studiare. Ora dovrò iniziare anche un tirocinio propedeutico alla laurea".

In cosa? "Credo lo farò qui alla Reggina, mi daranno degli obiettivi da raggiungere nell'ufficio stampa o nel marketing. Mi dividerò tra campo e scrivania".

@francGuerrieri