Giro d'Italia, reazioni e polemiche sulla tappa finale a Roma: tracciato non sicuro

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Foto Fabio Ferrari – LaPresse
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Il Giro D’Italia 2018 si è concluso con la straordinaria vittoria di Chris Froome, capace di ribaltare le sorti del giro con l’attacco avvenuto al Colle delle Finestre, in pieno sterrato. A far rumore però è stato un altro tipo di manto stradale, quello di Roma. Che certo non è una Capitale europea famosa per la pavimentazione a regola d’arte.

Durante l’ultima tappa del Giro, percorsa tutta a Roma, l’organizzazione di Rcs ha ascoltato le richieste dei corridori e ha neutralizzato la corsa addirittura a 75 kilometri dalla fine della tappa – decisione per altro senza precedenti. Sotto accusa la strada, sulla quale dovevano mettere le ruote i corridori e la mancanza di commissari e di segnalatori sul percorso.

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I corridori avevano minacciato di fermarsi se la tappa non fosse stata neutralizzata con abbondante anticipo rispetto all’ultimo giro previsto, per via del circuito caratterizzato da tantissimi sampietrini e da un manto stradale giudicato come pessimo. Al primo giro percorso nel gruppo ci sono subito stati volti tesi e lamentele, culminate nelle trattative fittissime con la direzione di corsa che, per la salvaguardia dei ciclisti, ha stabilito la neutralizzazione. Anche Chris Froome e il vincitore della maglia ciclamino Elia Viviani sono stati ascoltati a proposito del problema.

Questa neutralizzazione è stata duramente criticata dagli avversari politici di Virginia Raggi, sindaco di Roma, ma la responsabilità per la figuraccia del Giro d’Italia è da condividere anche con l’organizzatore della corsa, Rcs, che non ha visionato il percorso impeccabilmente come nel resto della corsa né studiato la sua fattibilità a monte – preferendo uno scenario televisivo accattivante alla sicurezza dei corridori.

Dal punto di vista sportivo, tuttavia, va ricordato che l’ultima tappa è teoricamente una passerella e difficilmente ci sarebbero stati degli stravolgimenti nella classifica. Il rischio di cadute rovinose, proprio nell’ultima tappa, è – per il gruppo – meno accettabile rispetto a una qualsiasi altra tappa durante l’intero Giro.

Foto Fabio Ferrari – LaPresse
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I corridori, comunque, smorzano la polemica. Froome ha detto: “giusta la decisione di neutralizzare”. Il vincitore della tappa romana, Sam Bennett, ha spiegato: “La superficie stradale era terribile, molto pericoloso specialmente se arrivi stanco. Ma per il pubblico è stato un grande spettacolo”. Mentre Viviani ha dichiarato: “La polemica non esiste: la volata l’abbiamo fatta e oggi non si decideva comunque il vincitore del Giro”.

Resta comunque questa impressione: il Giro d’Italia, per essere grande quanto il Tour de France, deve prima riuscire a essere senza macchia, e senza polemiche: e purtroppo anche quest’anno non è stato possibile.

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