Goal Economy - Monaco, tra principi e oligarchi vincono i supermanager

Bellinazzo

Nel 2011 il Monaco, da sempre nelle mani della famiglia regnante, i Grimaldi, viene acquisito da Dmitry Rybolovlev. Il miliardario russo rileva il 66,6% del club retrocesso in Ligue 2 alla cifra simbolica di 1 euro con il benestare del principe Alberto. In quel momento Rybolovlev secondo Forbes è tra i 100 uomini più ricchi al mondo, con un patrimonio stimato in oltre 9 miliardi di dollari. Ex medico votatosi alla finanza d’assalto, il magnate russo deve il suo impero agli investimenti fatti a metà anni ’90 nella Uralkali, società produttrice di potassio, che stava andando in malora dopo il crollo dell’Urss. Narra la leggenda che Rybolovlev abbia sfilato le azioni agli operai in cambio di vodka e auto Lada.

Sulla scia di altri oligarchi russi, come Roman Abramovič al Chelsea, non bada a spese per riportare il club alla grandeur, a costo di scontrarsi con la Uefa e con le norme del fair play finanziario. Prende in panchina Claudio Ranieri e allestisce un organico di tutto rispetto. Nel 2013, dopo la promozione in Ligue 1, spende circa 140 milioni di sterline ingaggiando, tra gli altri, giocatori del calibro di Radamel Falcao, James Rodríguez e João Moutinho.  Nel maggio 2015, il Monaco però viene costretto dalla Uefa a un settlement agreement che impone restrizioni di vario tipo e l’obbligo di chiudere il bilancio in pareggio per le successive tre stagioni.

L’insediamento di Rybolovlev nel Principato e le sue mire espansionistiche però scatenano le ire degli altri club transalpini per il "dumping fiscale" praticato dal Monaco. Il magnate russo elargisce alle sue star ingaggi da nababbi (ad esempio, 10 milioni a stagione per Falcao) approfittando della quasi assenza di imposte sulle persone fisiche che caratterizza l’ordinamento fiscale monegasco. Gli stipendi versati a Falcao e compagni, a qualsiasi altra squadra francese (ed europea) costano sostanzialmente il doppio. Gli altri club della Ligue 1 protestano con la Federazione e il Monaco accetta di versare una sorta di “tassa” una tantum da 50 milioni per restare iscritto al torneo francese.

Goal Economy Monaco

Ma a indurre Rybolovlev a cambiare strategia è soprattutto il divorzio dopo 27 anni di matrimonio dalla moglie Elena. Il tribunale di Ginevra infatti nell’estate 2014 mette nelle mani della consorte quasi la metà del patrimonio, quattro miliardi di franchi svizzeri (circa 3,2 miliardi di euro). Da quel momento Rybolovlev inizia a vendere i pezzi pregiati della squadra. La star del Mondiale brasiliano James Rodriguez per 80 milioni di euro va al Real Madrid mentre il centravanti colombiano Falcao (oggi tornato a segnare per i monegaschi) si accasa al Manchester United. La battaglia legale con la ex moglie va avanti per mesi e per fortuna di Rybolovlev l’assegno da versarle viene drasticamente ridotto a 500 milioni.

Intanto, però, l’austerity e la programmazione hanno preso il posto del mecenatismo irrazionale dei primi tempi. Il Principato “aiuta” con un finanziamento di 25 milioni il club a potenziare il settore giovanile, a partire dal centro sportivo La Turbie ingrandito con nuovi campi e un hotel. Grazie all’alleanza con il super-agente Jorge Mendes e della sua Gestifute, che ha concluso affari molto remunerativi con o per conto del Monaco, a Montecarlo vengono dirottati giovani di grandi prospettive che costano poco (in ingaggi il club di Rybolovlev spedne circa 80 milioni) nella speranza di farli maturare e di valorizzarne il cartellino.

Gli effetti sportivi di questi interventi sono sotto gli occhi di tutti. Per quelli economici bisognerà capire quanta parte della ricchezza prodotta resterà al Monaco e quanto andrà ai procuratori dei big in rampa di lancio. Le plusvalenze sono una fonte di entrate indispensabili (insieme a quelle della Champions) per una società che ha un bacino d’utenza limitato come il Monaco ed entrate da diritti tv non certo paragonabili a quelle dei competitor europei, come dimostra il fatturato annuale di poco superiore ai 100 milioni di euro. In questa prospettiva la crescita esponenziale in questa stagione di giocatori come Bernardo Silva, Fabinho, Tiemoué Bakayoko, e Mbappé rappresenta una garanzia per il futuro. A patto, appunto, di reinvestire le somme che saranno incassate la prossima estate nell’accademia e nella scoperta di nuovi talenti.

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