Griglia invertita: Mercedes ha "salvato" la F1 dal wrestling

Roberto Chinchero
motorsport.com

Chissà se tra qualche anno, guardandosi indietro, la Formula 1 dovrà ringraziare la Mercedes. La posizione presa dal team campione del Mondo ha impedito che nel Gran Premio della Stiria (ovvero la seconda tappa del Mondiale 2020 in programma sul Red Bull Ring il prossimo 12 luglio) la griglia di partenza venisse formata da un criterio inedito, ovvero dall’esito di una manche di qualifica. Gara che a sua volta sarebbe scattata con una griglia di partenza formata invertendo le posizioni d’arrivo del Gran Premio della settimana precedente.

Chiariamo: la Mercedes, unico team a votare contro questa norma, non ha agito nell’interesse dello sport (anche se forse venderanno questa versione) ma nel proprio, votando contro una proposta che di fatto gli avrebbe complicato la vita. Ma così facendo ha salvato la Formula 1 da un provvedimento che per la prima volta, in settant’anni di storia, avrebbe penalizzato chi ha lavorato meglio degli altri, scardinando un principio fondamentale.

L’handicap da regolamento non è una novità nello sport, ma per quanto accarezzata da tutti i promoter delle varie discipline, per ora non ha ancora fatto breccia nei contesti più prestigiosi. Immaginate se i dirigenti dei vari campionati di calcio decidessero di iniziare il prossimo campionato di calcio assegnando un handicap di 20 punti alla squadra laureatasi campione nella stagione precedente, applicando una penalità decrescente fino all’ultima classificata. Fa sorridere, vero? Ma è esattamente ciò che è stato proposto in Formula 1, e per un solo voto il tutto non è diventato realtà.

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Ci sarebbe da tirare un sospiro di sollievo, anche se una crepa sottile del meccanismo “penalizziamo i migliori” si è comunque fatta strada anche nel Circus, con l’adozione del nuovo criterio di utilizzo della galleria del vento. Se è vero che la Mercedes ha votato per interesse, non si può dire diversamente nel caso di chi si è espresso a favore della griglia invertita, una novità vista come una chance per piazzare il colpaccio con la scusa dello spettacolo.

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Il "golpe" è mancato per un soffio, senza considerare le conseguenze che avrebbe avuto l’introduzione di una regola così impattante, anche se limitata alla gara 2 di eventi doppi, come accadrà in Austria, a Silverstone e probabilmente in Bahrain. Quale peso specifico si può dare ad una vittoria maturata grazie alla griglia invertita? Chi la ottiene può dirsi vero vincitore di un Gran Premio di Formula 1 o sarebbe stato catalogato come un successo di serie B?

Nelle categorie minori, è stata la GP2 (poi Formula 2) a introdurre la griglia invertita nelle prime otto posizioni (basandosi sull’ordine d’arrivo di gara 1) nella seconda corsa del weekend. Il punteggio della manche di domenica è però differente, ovvero il 60% di gara 1, a conferma del minor peso specifico. Ma parliamo anche di un contesto molto diverso dalla Formula 1, con obiettivi e finanziamenti che poco hanno a che vedere con il Circus.

Dopo anni di immobilità, FIA, Liberty e i rappresentanti delle squadre hanno usato il periodo di stop forzato per mettere mano ai regolamenti, e i cambiamenti introdotti (nel breve e lungo periodo) sono stati parecchi.

Ora che è stato introdotto un tetto di budget massimo per tutte le squadre al via del Mondiale, diventa ancora più difficile accettare regole mirate a creare uno spettacolo artificiale ad uso e consumo di uno show di fatto finto: definiti i confini economici, che vinca il migliore, un concetto banale ma fondamentale se si vuole rientrare nel concetto di sport.

Proprio un anno fa a Spielberg la Formula 1 regalò uno show eccezionale, con il duello serratissimo tra Max Verstappen e Charles Leclerc che tenne tutti gli spettatori con il fiato sospeso fino all’ultimo giro. Per l’olandese fu una giornata trionfale, un successo che permise alla Red Bull di imporsi sulla pista di casa, senza griglie invertite o altri artifizi.

Il wrestling è spettacolare, non ci sono dubbi, ma non sarà mai boxe, e le due cose vengono viste e giudicate con criteri di valutazione differenti, due mondi paralleli simili solo in apparenza. La Formula 1 è una sola, e si spera che resti così ancora a lungo, una categoria dove a salire sul gradino più alto sono il pilota e il team che hanno meritato di più.

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