Hakan Sukur shock: "Erdogan mi ha tolto tutto, ora guido per Uber"

Uno dei più grandi giocatori turchi di tutti i tempi: dopo aver segnato goal a ripetizione Hakan Sukur si ritrova ora in condizioni decisamente drammatiche dal punto di vista economico. L'ex centravanti di Inter, Parma e Torino ha raccontato la sua incredibile vicenda, che lo ha costretto a fuggire negli Stati Uniti senza niente.

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Ai microfoni di 'Welt am Sonntag', l'ormai 48enne ex giocatore ha spiegato la causa del suo fallimento, iniziato quando entrò in politica nel partito di Erdogan:

"Non mi è rimasto niente. Si è preso tutto ciò che era mio. Guadagno guidando per Uber e vendendo libri. Il mio diritto alla libertà, quello di esprimermi e quello al lavoro. Il partito mi ha invitato a beneficiare della mia popolarità. Poi sono iniziate le ostilità. Hanno lanciato pietre nella boutique di mia moglie, i miei figli sono stati molestati per strada, ho ricevuto minacce dopo ogni mia dichiarazione. Quando me ne sono andato hanno rinchiuso mio padre e tutto ciò che avevo è stato confiscato. È stato un momento molto difficile per la mia famiglia. Chiunque aveva a che fare con me aveva difficoltà finanziarie".

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Hakan Sukur è stato anche accusato di aver partecipato al colpo di stato del 2016:

"Quale sarebbe stato il mio ruolo? Fino a oggi nessuno è stato in grado di spiegarlo. Ho fatto solo cose legali nel mio Paese. Possono indicare quale crimine avrei commesso? No, sanno solo dire 'traditore' e 'terrorista'. Sono un nemico del governo, non dello Stato o della nazione turca. Adoro la mia bandiera e il nostro Paese".

Per guadagnarsi da vivere oggi l'ex attaccante vende libri e guida un Uber per le vie di Washington: una disavventura che ha dell'assurdo per una delle più grandi leggende del calcio turco.

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