Hauge, un gol che può cambiare le gerarchie: sul futuro al Milan decide Maldini

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E' tornato e non vuole fermarsi più. ​Jens Petter Hauge si è ripreso la scena, contro la Sampdoria ha trovato il gol del preziosissimo pareggio e ha riproposto alcune giocate del suo repertorio, quelle che hanno convinto il Milan a puntare su di lui. Certo, non è il giocatore ammirato in autunno, quando era sulla cresta dell'onda dal punto di vista fisico e mentale, ma queste settimane gli sono servite per recuperare le energie e capire sempre di più cosa vuol dire giocare e lottare per un club così prestigioso, lontano anni luce dal piccolo Bodo Glimt. A chiarirlo Stefano Pioli: "​Ha avuto un appannamento dal punto di vista fisico ma è fisiologico, è arrivato quando la stagione in Norvegia stava per finire ed era più brillante per gli altri. In questi due giorni l'ho visto in buone condizioni".

OPZIONE - Digerita la delusione per l'esclusione dalla lista Uefa, il ragazzo classe 1999 ha lavorato molto, si è rifatto il look, non solo in termini di pettinatura. Si è dedicato ai movimenti difensivi, ha capito quanto è importante gestire le energie e dare continuità, anche all'interno della stessa partita. E' tornato a essere una risorsa credibile, quel giocare che fa la differenza, quel tipo di profilo che salta l'uomo con facilità, che crea la superiorità numerica, che è mancato al Milan in questa fase.

SCENARIO - Ora conta il presente, conta la lotta Champions League, per il futuro si vedrà. Hauge è arrivato al Milan per restare, per dire la sua, ma è chiaro che a 21 anni vuole giocare. Maldini e Massara a gennaio hanno detto no ad alcune proposte, tra le quali quelle di Bayer Leverkusen e Southampton, a fine anno parleranno con lui, con Pioli e decideranno se tenerlo in rosa o mandarlo in prestito (da escludere, a oggi, la cessione a titolo definitivo). Il finale di stagione potrebbe dare i giusti indizi.