"I malati gravi aumentano. Nessuno ci ascolta": l'allarme dall'ospedale di Brescia

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"Forse bisognerebbe ascoltare di più la voce degli ospedali. Noi anestesisti, pneumologi, rianimatori, siamo i canarini nella miniera di questa pandemia. E nessuno ci chiede mai nulla". Così il direttore del Dipartimento emergenza degli Spedali Civili di Brescia, Gabriele Tomasoni, che in una intervista lancia un nuovo allarme: "I malati gravi crescono. A differenza dello scorso marzo oggi abbiamo protocolli di cura, che applichiamo in modo preciso. Ma la risposta al virus continua a essere molto soggettiva, variabile in modo estremo da un organismo all’altro. Questa è una patologia dove due più due spesso fa cinque. E così, capita di perdere delle vite senza una vera ragione, all’improvviso".

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Secondo Tomasoni il problema è che si è stati troppo permissivi quando, durante la scorsa estate, le misure restrittive sono state ridotte quasi a zero. Si è così creata "la premessa per un rilassamento generalizzato che tuttora permane. Non dimentichiamo, però, che uscivamo da un confinamento durissimo. Se a giugno lo avessero rinnovato, io stesso avrei avuto molti dubbi".

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Quanto alle nuove ondate del virus, secondo Tomasoni erano prevedibili: "I cicli erano già stati previsti, anche se molti hanno finto di non sapere. Noi anestesisti ce la aspettavamo più degli altri. Per questo dico che le restrizioni della seconda e della terza ondata avrebbero dovuto essere anticipate di un mese almeno. Abbiamo perso tempo, continuiamo a perseverare nello stesso errore".

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