Ihattaren: 'La Sampdoria non mi ha mai pagato. Accordi non rispettati, ma non sono sparito. Raiola mi ha deluso'

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L'avventura in italia di Mohamed Ihattaren, centrocampista della Juventus in prestito alla Sampdoria, si è già conclusa con il suo ritorno in Olanda dopo pochi mesi in questa stagione, e ora la possibilità di ricominciare con la maglia dell'Utrecht. L'ex PSV è rimasto ampiamente deluso dall'avventura in Serie A al punto che oggi, nel corso di un'intervista concessa al Telegraaf, ha attaccato pesantemente sia il club blucerchiato che il suo vecchio agente, Mino Raiola.

TORNARE IN CAMPO - "Devo rimettermi in forma, so che posso farlo in fretta: era evidente già in estate, ora voglio sudare. Voglio sentire che sto giocando di nuovo a calcio ed è fantastico".

LA SAMP - "Sono partito a causa delle circostanze che si sono create. Spesso mi ritrovato seduto in una stanza d'albergo, da solo, abbandonato a me stesso. Non ce la facevo più, tutti i tipi di accordi non venivano rispettavi. Era come se non esistessi. Non è stato organizzato nulla, né un conto in banca, né un'assicurazione medica. E se mi fossi rotto una gamba alla Sampdoria? Non ho ricevuto uno stipendio, ho chiamato il team manager e mi ha detto 'paghiamo ogni due mesi'. Non è successo è tutto questo ha iniziato a irritarmi".

DISPERSO? NO - "Non ero certo disperso... come ho letto. Bastava a chiedere in giro per Utrecht, o ad Afellay, Labyad, tutti mi avrebbero visto lì. Non ho giocato, non lo stavo facendo, non c'erano prospettive e ho chiamato Raiola. E mi ha detto di stare calmo. Il ritorno in Olanda? L'ho fatto a ottobre, dopo Olanda-Gibilterra".

D'AVERSA E I DIRIGENTI - "Quando sono arrivato alla Sampdoria, non c'era nessuno tranne il team manager. Ho fatto le foto con la maglia, gli allenamenti il giorno dopo. Poi ho visto delle persone in giacca e cravatta e ho detto 'questi sono i dirigenti, pezzi grossi'. Non so, avrebbero potuto essere anche tassisti, non avevano idea di chi fossi. E l'allenatore D'Aversa non sapeva neanche che fossi mancino".

RAIOLA - "Ad un certo punto sono entrato nell'ufficio dell'agente Ali Dursun (è il sostituto di Raiola, ndr) e gli ho detto "aiutami, ho sbagliato tutto". Ha ascoltato la mia storia e detto che non potevo essere il responsabile. E' stato come un padre per me. Raiola invece ha detto di essere preoccupato per me, di non avere più contatti con me, ma mi ha deluso".

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