Ibrahimovic e il ritorno mancato: "Avevo parlato con Leonardo"

Goal.com
Zlatan Ibrahimovic è tornato al Milan, ma ci era già stato vicino: "Non mi sentivo ancora pronto". Su Pioli: "Mi ha spiegato alcune cose".
Zlatan Ibrahimovic è tornato al Milan, ma ci era già stato vicino: "Non mi sentivo ancora pronto". Su Pioli: "Mi ha spiegato alcune cose".

Il ritorno al Milan di Zlatan Ibrahimovic si è concretizzato soltanto in questa sessione, ma già nelle scorse lo svedese era stato contattato dala società rossonera.

"Avevo parlato con Leonardo per tornare, ma non mi sentivo ancora pronto per tornare. Dopo l’infortunio ho fatto un anno di campionato, stavo bene a Los Angeles. Sono andato in MLS per sentirmi vivo dopo l’infortunio, e ora mi sento pronto”.

 L'amore tra Zlatan e i colori rossoneri non è mai passato, tanto che nel 2012 l'addio verso il PSG è stato chiuso senza l'approvazione dello svedese.

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"Il Milan mi ha dato felicità di giocare a calcio dopo il Barcellona. Nel 2012 sono andato via senza il mio ok, ma la situazione era così e non potevo farci niente".

 Per quanto riguarda il campo, non ci saranno Boban e Maldini, ma altri compagni. E in panchina Stefano Pioli, con cui Ibra parlerà nei prossimi giorni.

"L’ho visto per pochi minuti, mi ha spiegato qualche cosa. Gli ho detto anch’io cosa mi serve per stare bene. Arriverà il momento in cui parleremo di tutto, cosa serve a lui e cosa serve a me. Ieri ho fatto tanti controlli, se passi questi controlli stai bene era una giornata impegnativa, poi mi sono allenato. Quei momenti arriveranno. Boban e Maldini li vorrei avere in campo, ma anche essere qui al loro fianco (in conferenza stampa, ndr) non è male".

 Per quanto riguarda il futuro, invece, tutto dipenderà da questi 6 mesi, che Ibra affronta con la voglia di essere determinante anche se in maniera diversa.

"La sfida è contro me stesso, voglio fare la differenza e devo avere voglia e mentalità. Se sto in campo per non portare risultati non serve a niente e meglio mettere un altro. Lo stile e il gioco cambiano, ma so cosa devo fare. La spallata c'è ancora... Se posso dare qualcosa in 6 mesi allora continuerò, non voglio rimanere qua solo perché sono Ibrahimovic. Quello che ho fatto in passato non conta. Devo dimostrare tanto a me stesso".

 Le intenzioni sono chiare, anche a 38 anni.

"Non ho visto tanti firmare con il Milan a 38 anni. Significa che ho ancora qualcosa da dare, non vengo per fare la mascotte e stare vicino al diavolo a ballare".

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