Icardi lancia l'Inter: "Obiettivo Scudetto per il prossimo anno"

Mauro Icardi parla a pochi giorni dalla sfida tra Inter e Milan: "Il Crotone è alle spalle, lavoriamo per il presente e per il futuro".

La sconfitta interna contro la Sampdoria ha sancito, se non in modo ancora matematico, la resa dell'Inter in ottica terzo posto, obiettivo difficilissimo da raggiungere per i nerazzurri che dovranno recuperare nove punti al Napoli in queste ultime otto giornate di campionato.

Le sensazioni per il futuro però sono più che ottimistiche, come confermato in esclusiva a 'Il Guerin Sportivo' dal capitano Mauro Icardi: "La cosa che secondo me fa la differenza nell'impegno di Suning con l’Inter, oltre all’incredibile potenzialità economica, è la grande voglia di vincere che hanno. Ci comunicano il loro desiderio di portare la società al top con le parole ma anche coi fatti. Per questo sono certo che grazie a Suning l’Inter tornerà tra le grandissime d’Europa. Futuro? L’ho già detto tante volte e non ho problemi a ripeterlo: sono tifoso dell’Inter e voglio stare qui per sempre".

Lo Scudetto nel 2018 è l'obiettivo primario: "Questo è l’obiettivo nostro e di Suning. Vogliamo tornare a vincere. Per noi stessi, per il club che merita di essere di nuovo campione e per i tifosi ai quali intendiamo dare una grande gioia. Champions? Non l’ho mai giocata e mi manca, ma sicuramente, più che a me, la Champions manca all’Inter. Noi proveremo a raggiungere il terzo posto fino alla fine e daremo tutto per centrare questo obiettivo perché la Champions è la casa dei grandi club come l’Inter".

I meriti di Pioli sono evidenti: "Ha cambiato la mentalità di ognuno di noi. Quando è arrivato alla Pinetina eravamo noni in classifica e stavamo attraversando un periodo davvero delicato. Ci ha ridato la voglia grazie alla sua abilità nel saper gestire tutti i diversi momenti che ci sono in una stagione. Durante la settimana lavoriamo al massimo e la domenica i risultati lo confermano".

Un ringraziamento anche a Mancini: "Quando è arrivato all’Inter  ha iniziato a parlarmi molto, a spiegarmi quello che si aspettava da me. Con lui ho iniziato a uscire più spesso dall’area di rigore, a giocare con la squadra arretrando per ricevere il pallone. Adesso direi che aspetto meno il pallone in profondità e penso di essere migliorato, di essere diventato più completo anche se a 24 anni posso ancora crescere in tutto. E intendo farlo".

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