Il belga Evenepoel campione del mondo di ciclismo,Trentin quinto

Image from askanews web site
Image from askanews web site

Roma, 25 set. (askanews) - Lì dove i campioni belgi non erano arrivati in occasione dei mondiali in casa nel 2021, riesce loro in terra australiana, dall'altra parte dell'emisfero. Remco Evenepoel, il predestinato del ciclismo, mette in scena uno dei suoi pezzi preferiti: la fuga da lontano. Con un'azione solitaria di circa 27 chilometri vola verso la prima maglia iridata della sua ancora breve, ma già ricca di soddisfazioni, carriera da professionista.

La prima Italia di Daniele Bennati a un Mondiale non sfigura al cospetto dei grandi campioni in gara oggi (ad eccezione di un Van der Poel autore di una storia al limite dell'inverosimile). Matteo Trentin, il capitano coraggioso di questo gruppo di ragazzi, coglie un quinto posto che, per come erano andate le cose, stupisce lui prima di tutti. Appena tagliato il traguardo abbraccia Lorenzo Rota, autore anch'egli di una corsa coraggiosa e d'attacco, che ha visto svanire la possibilità della volata per il podio a pochi metri dal traguardo. Lui, Samuele Battistella e Nicola Conci sono gli eroi di giornata della nostra Nazionale, colorando di azzurro i vari gruppi di testa lungo tutte le sei ore di gara. Quando la corsa entra nel vivo, Lorenzo Rota è il più lesto a rispondere a Evenepoel e Lutsenko. Ed è sempore lui che organizza e anima l'inseguimento che riporta Schmid, Eenkhoorn e Jensen sul kazako, a sua volta staccato dal belga. I cinque però, al momento della volata, si guardano troppo e vengono risucchiati dal gruppone lanciato, a poche centinaia di metri dal traguardo.

Cocente la delusione per il 27enne bergamasco, che non riesce a rispondere neanche ai complimenti dei compagni, a cominciare da quelli del capitano, il quale, a sua volta, esclama: "Ho fatto quinto, incredibile... non ci posso credere per come si era messa la corsa!". Poi a freddo, spiega: "E' un quinto posto che non mi soddisfa. Avevo le gambe per fare podio. Siamo rimasti imbrigliati in tatticismi di altre squadre che francamente non mi spiego. Resta però la grande impresa di Remco; penso che da anni non si vedeva qualcosa di simile in un mondiale. Sono convinto che se anche la gara avesse preso un'altra piega, il belga si sarebbe inventato qualcosa. Quindi complimenti a lui.

Sono veramente contento di come hanno corso i miei compagni, mostrando un'ottima capacità di padroneggiare le diverse situazioni nonostante l'età media molto bassa. Pertanto bravi tutti!"