Il birrificio fantasma De Leeuw di Valkenburg, a Limburgo

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Birreria
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Il birrificio De Leeuw è stato costruito nella seconda metà del XIX secolo a Valkenburg, situata nella provincia di Limburgo. Attualmente, la struttura appare abbandonata e dismessa ma si sta lavorando a un piano di ristrutturazione che la converta in un centro ricreativo.

Storia del birrificio abbandonato De Leeuw

L’origine del birrificio De Leeuw risale a eventi avvenuti nel 1871, quando venne costruito un birrificio – il Dortmunder Brauhaus – nella città tedesca di Aquisgrana. Coloro che investirono nell’attività desideravano espandere il loro business a livello internazionale ma dovettero affrontare numerose difficoltà relative ai luoghi in cui aprire delle filiali e ai problemi di esportazione dei prodotti. Una soluzione venne individuata, alcuni anni dopo, nei territori dei Paesi Bassi e, in particolare, nella zona di Limburgo: la provincia più meridionale tra le dodici che compongono la nazione. Scegliere Limburgo e, nello specifico, la città di Valkenburg, in quanto luoghi confinanti con la Germania, consentiva l’istituzione di una succursale facilmente raggiungibile. Valkenburg, infatti, risultava perfetta poiché collocata in prossimità della rete ferroviaria e, pertanto, consentiva sia di raggiungere rapidamente il nuovo birrificio che di trasportare birra da Aquisgrana. La posizione stabilita, inoltre, favoriva anche l’accesso ai porti di Anversa e Rotterdam.

Individuati i pregi di Valkenburg, il nuovo birrificio venne inaugurato nel 1886 in seguito alla ristrutturazione di una fabbrica di polvere abbandonata, edificata nella zona di Plenkert. La fabbrica era stata scelta in quanto già fornita di ruota idraulica sul fiume Guel da riadattare per la nuova attività. La ruota idraulica è tutt’ora presente e ancora perfettamente funzionante presso l’edificio dismesso.

Il nome originale e completo del birrificio di Valkenburg era Aachener Exportbier Brouwerij Dittmann & Sauerlander Actien Maatschappij. Successivamente, divenne noto con il nome Valkenburgsche Leeuwenbrouwerij. Oggi è chiamato soltanto birrificio De Leeuw.

La produzione di birra

Nelle fasi iniziali dell’attività di Valkenburg, la birra non veniva prodotta per il mercato locale ma era destinata esclusivamente all’esportazione. Le bottiglie presentava un marchio – schuzmarke – che raffigurava un cavallo e le lettere AEB.

Col passare del tempo, la produttività del birrificio olandese rese la succursale molto più redditizia della casa madre di Aquisgrana che, al contrario, fu gravemente compromessa a partire dal 1919. A causa del declino delle esportazioni e delle conseguenze dovute alla Prima Guerra Mondiale, infatti, il birrificio tedesco aveva contratto debiti pari a un milione di marchi e, nel 1920, i proprietari decisero di liquidare l’attività.

Intanto, nel tentativo di rivitalizzare la fabbrica di Valkenburg, la vecchia società si ritirò e vennero emesse azione da parte di una nuova società, la Bierbrouwerij De Leeuw, che consentì la riapertura della struttura nell’aprile del 1921. Il rebranding riscontrò enorme successo e l’azienda, sotto la guida di Frans Smeets – discendente da una famiglia di birrai originari di Valkenburg – e dei suoi successori, rese finalmente disponibili i propri prodotti a livello nazionale. Le birre maggiormente apprezzate, in questo contesto. furono la Iager e la Pilsner.

Il successo del birrificio De Leeuw

Dal 1932, in seguito alla morte di Frans Smeets, il birrificio passò sotto la gestione di Jan Philips e Paul Chambille, discendente di una famiglia di birrai di Maastrict. I due uomini riuscirono a far sopravvivere l’attività durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale.

Nel maggio 1958, l’attività fu rilevata da Haïs Chambille e Jan Scheurs che incrementarono la distribuzione nazionale e aumentarono il fatturato. Nel 1978, decisero di espandere la commercializzazione dei prodotti rifornendo strutture diristorazione poste al di fuori della provincia di Limburgo: tale iniziativa comportò un’ulteriore crescita dell’azienda.

Il birrificio De Leeuw vinse anche numerosi premi come il premio d’oro alle Olimpiadi europee della birra del 1962. In occasione del centenario celebrato nel 1986, invece, venne prodotta la nuova birra Jubilee mentre nel 1990 venne rilasciata sul mercato una delle prime birre chiare realizzata nei Paesi Bassi.

Gli anni del decadimento

Nel corso degli anni ’90, il successo ottenuto dal birrificio De Leeuw portò alla decisione di stipulare un contratto con Aldi per rifornire le birre con il nome Karlsquell. Il contratto non si rivelò particolarmente redditizio e, pertanto, venne sciolto: ciò, tuttavia, comportò una drastica riduzione della produzione che costrinse i proprietari dell’azienda a vendere la struttura al birrificio belga Haacht nel 2000. La nuova gestione ha, poi, gradualmente trasferito il processo di imbottigliamento e la produzione di birra in Belgio. Nel 2006, nella sede di Valkenburg, era rimasto attivo soltanto l’ufficio vendite ma, oggi, il maestoso birrificio De Leeuw appare abbandonato e dimenticato.

Visitatori e progetti di ristrutturazione

L’aspetto diroccato e spettrale dell’ex-birrificio è meta prediletta degli esploratori urbani e dei fotografi che lo hanno spesso definito come «una fortezza quasi inespugnabile», dopo la definitiva chiusura delle porte avvenuta nel 2002 e l’applicazione di misure di sicurezza per scongiurare atti vandalici o l’insediamento di abusivi.

Secondo quanto riportato da un sito di informazioni turistiche di Limburgo, recentemente sono stati avviati progetti di riconversione dell’area che dovrebbero trasformare il birrificio abbandonato in una zona ricreativa chiamata Par’Course, rivolta soprattutto agli appassionati di pesca e ciclismo.