Il campionato in balia delle Asl, ma quella di Napoli le batte tutte: scarica le responsabilità e scatena il caos. Azzurri contro la Juve con la mascherina?

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Il campionato è di nuovo in balia delle Asl, quasi due anni di esperienza non sono stati sufficienti a studiare una strategia, una legge, una regola per impedire questa pantomima. Ogni azienda sanitaria fa ciò che vuole, interpretando situazioni simili all’interno di una squadra in modo differente: così vengono fermate Salernitana e Torino, Udinese e Bologna, non il Verona (ad esempio). Esattamente il contrario di ciò che dovrebbe accadere in ogni campo, ma soprattutto nello sport: l’eguaglianza di trattamento è una condizione fondamentale per una competizione equa e corretta. Invece da noi non è così e la colpa - diciamolo a scanso di equivoci - non è delle istituzioni sportive, che sembrano più vittime che responsabili di una situazione grottesca.

In mezzo a tante Asl che vanno ciascuna per conto proprio, emerge quella di Napoli. Unica e imbattibile. Il comunicato con cui ha affrontato il caso della squadra azzurra è un atto di illogicità allo stato puro. Contiene tutto e il suo contrario. Il Napoli può partire, ma deve provvedere “a valutare ogni altra misura preventiva/restrittiva utile ad impedire la diffusione del contagio”. E’ quindi il club a dover garantire che non si diffonda il contagio? E come? E a quale titolo e con quali competenze? Non solo: se non lo fa in modo ritenuto adeguato, ne risponde di fronte alla giustizia? Intanto la Asl scarica la responsabilità su altri, togliendosi un peso.

Ma non è nemmeno questo il passaggio più inquietante nel comunicato della Asl di Napoli, bensì quello che rimanda al punto 1 della circolare del Ministero della salute del 30 dicembre. Una disposizione secondo la quale - tra l’altro - ci sono alcuni soggetti che non devono osservare alcun periodo di quarantena anche se hanno avuto un contatto stretto con un positivo. Tra questi ci sono coloro i quali hanno ricevuto la dose booster, quindi molti dei giocatori del Napoli (con l’eccezione di Zielinski, Rrahmani e Lobotka, che infatti potrebbero non giocare). C’è però una condizione da rispettare: i soggetti in questione, quelli che non sono obbligati mettersi in isolamento, devono indossare i dispositivi di sicurezza Ffp2 per almeno 10 giorni. Insomma: se si vuole rispettare questa circolare, come la legge impone, i calciatori azzurri possono sì scendere in campo contro la Juve, ma portando la mascherina. Vi sembra normale?

@steagresti

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