Il ct dell'Ungheria Rossi a CM: 'Ho fatto un regalo a Mancio, Donnarumma un rompiscatole. Futuro? Sto bene qui'

Il giorno dopo la partita con l'Italia il ct dell'Ungheria Marco Rossi non ha un attimo libero: Risentiamoci tra mezz'ora che ora non riesco". Occhio puntato sull'orologio, ne passano venti e squilla il telefono: "Ti ho chiamato io, facciamola ora che oggi è una giornata un po' complicata". Movimentata e amara, ripensando alla sconfitta di ieri. Nella testa i momenti chiave della sconfitta con gli Azzurri: "Dopo lo svantaggio abbiamo avuto una reazione positiva - ha raccontato nella nostra intervista il ct - negli ultimi trenta minuti abbiamo costretto l'Italia a difendersi. Il lato negativo è il fatto di non aver iniziato la gara con l'approccio giusto, sembravamo più intimoriti rispetto alle sfide con Inghilterra e Germania".

Che impressione le ha fatto l'Italia? "E' una squadra che si sta rinnovando, ma l'ho vista bene e solida anche con la difesa a tre. Sono stati bravi a pressarci alti, il primo gol loro nasce da un regalo nostro dovuto anche al loro pressing".

Ha qualche rimpianto? "Le statistiche dicono le è stata una partita equilibrata, che se ci avesse visto più fortunati in qualche situazione avrebbe potuto avere un esito diverso. Nell'occasione del rigore non concesso per esempio, magari un altro arbitro l'avrebbe dato o sarebbe andato a rivedere l'azione al Var. Donnarumma ha salvato 3/4 volte il risultato, ieri sera è stato il migliore in campo. Certo che qualche errore potrebbe farlo anche lui eh...".

Ci racconta il siparietto con Gigio lui nel post partita? "Già quando la partita stava per finire gli avevo iniziato a dire qualcosa: ero nella mia area tecnica, dopo qualche parata gli ho detto che aveva proprio rotto le scatole. Con Donnarumma si può scherzare, è un ragazzo simpatico che non se la tira per niente".

Con Mancini siete stati compagni di squadra nella Sampdoria di metà Anni '90. Cosa vi siete detti dopo la partita? "E' sempre un piacere incontrarlo, ma diciamo che l'argomento Mondiale non l'abbiamo toccato. Fa male, anche a me: se avessimo fatto bene con l'Albania ci saremmo potuti qualificare. Mancio e il suo staff mi hanno fatto i complimenti, poi mi ha chiesto una cosa legata al calcio ma che non posso dire".

Prima del ko con l'Italia aveva vinto con Germania e Inghilterra, diciamo che si sta prendendo una bella rivincita sul calcio italiano dopo gli esoneri in Serie C. "Io penso di non aver avuto l'occasione giusta. Se ti fanno allenare sempre in squadre di Serie C senza budget e strutture... Però diciamo che su 6/7 anni in cui ho allenato in C, di esoneri veri e propri ne ho avuti due. Alla Scafatese, per esempio, l'esonero è durato due ore e non è da considerare. Ho litigato con il presidente perché voleva che mandassi in campo un giocatore, quando comunicò il mio esonero alla squadra si ribellarono tutti. E mi richiamò subito".

In Serie C ha affrontato anche Maurizio Sarri. "Era il mio primo anno in C1: anno 2004, Lumezzane. Ero appena salito dalla Primavera dopo che la società fu costretta a vendere quasi tutta la rosa, avevo una squadra di ragazzi di 17/18 anni e tutti ci davano per retrocessi. Ci salvammo con due giornate d'anticipo. Mio padre conservò una pagina di giornale dove si parlava di allenatori che avrebbero avuto un gran futuro, insieme a Sarri e Ballardini c'ero io".

Nella sua Ungheria c'è anche Kerkez, ex Primavera Milan e ora protagonista con l'Az Alkmaar. "Ha debuttato a Lipsia con la Germania dove aveva fatto molto bene, ieri sera ha fatto un po' fatica perché forse ha sentito la pressione dei 70mila della Puskas Arena; è da capire. E' veloce, aggressivo e ha un discreto sinistro. Nella Primavera del Milan non mi convinceva molto, ora in Olanda sta trovando continuità e dopo l'assenza dell'esterno sinistro infortunato ho pensato di chiamare lui".

Sta pensando di convocare qualcuno tra i giocatori in Italia? "Abbiamo solo Nagy nel Pisa, gli altri sono tutti molto giovani; finché non trovano continuità in prima squadra è difficile chiamarli. Balogh del Parma, per esempio, l'avevo convocato e fatto esordire; ora però non sta trovando spazio".

Per Adam Szalai era l'ultima partita con l'Ungheria. "Per noi è stato un giocatore molto importante, un leader assoluto dello spogliatoio. Ho provato a farlo desistere da questa decisione, ma poi abbiamo rispettato la sua volontà".

In questi mesi si è parlato anche di un suo possibile addio alla panchina della nazionale. "Qui ho trovato la mia dimensione e sto bene. Ho un contratto fino a dicembre 2025 e voglio arrivare fino in fondo, non mi preoccupo delle voci intorno a me".