Il deputato non indossava il dispositivo di protezione

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Vittorio Sgarbi torna a far parlare di sé. Nel corso dell’esame della legge sull’omofobia alla Camera ha iniziato a protestare, urlando senza la mascherina. Il critico d’arte è stato invitato ad uscire e, dopo essersi opposto, è stato portato via di peso. La seduta successivamente è stata sospesa per alcuni minuti. Non è la prima volta che il deputato si rifiuta di indossare il dispositivo di protezione in aula: anche nei precedenti accaduti era stato espulso.

La seduta alla Camera

Giovedì 29 ottobre si è svolto nell’Aula della Camera l’esame del testo unificato della legge sull’omofobia. La furia del deputato Vittorio Sgarbi si è scatenata nel momento in cui il centrodestra ha espresso dissenso nei confronti dell’istituzione della Giornata nazionale contro l’omofobia per il 17 maggio. La maggioranza, invece, si è espressa a favore. “Solo una mente alterata può pensare che questa giornata sia pericolosa, allora abroghiamo anche l’8 marzo“, ha urlato il critico d’arte.

La fase concitata del dibattito è durata a lungo e Vittorio Sgarbi, dopo avere acceso la polemica, si è tolto la mascherina e ha continuato a sbraitare. La presidentessa della seduta, Maria Edera Spadoni, ha chiesto più volte al deputato di dotarsi del dispositivo di protezione, ma egli non ha voluto. Così, è stata costretta ad espellerlo.

Il critico d’arte a quel punto si è rifiutato di lasciare l’aula. I deputati della Lega si sono messi davanti a lui per fargli da scudo, creando tuttavia un assembramento a discapito delle norme anti-Covid. Ulteriori proteste sono scoppiate per questa ragione da parte della maggioranza. Alla fine, Vittorio Sgarbi, ancora senza mascherina, è stato portato via di peso dai commessi. La seduta è ricominciata soltanto diversi minuti dopo l’accaduto.