Il drammatico racconto di Bebe Vio dopo la vittoria alle Paralimpiadi

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Bebe Vio racconto malattia
Bebe Vio racconto malattia

Bebe Vio ce l’ha fatta e ha lottato come una leonessa per vincere la sua medaglia d’oro alle Paralimpiadi di Tokyo. Eppure le lacrime che la campionessa di fioretto B non è riuscita a trattenere nascondono una storia dolorosa fatta di sacrifici, coraggio e l’infinita volontà di non arrendersi mai, come solo lei sa fare.

La campionessa ha raccontato infatti che lo scorso aprile, proprio a ridosso delle preparazioni per le paralimpiadi, si è dovuta operare a causa di un’infezione da stafilococco. La diagnosi: amputazione dell’arto sinistro e il rischio di morire di lì a poco. “Non credevo di arrivare fin qui”, ha dichiarato davanti ai microfoni di Rai Sport.

Bebe Vio racconto malattia, “A queste paralimpiadi non sarei dovuta esserci”

Rio è stata l’emozione della prima volta. Questa è diversa. Questa volta non dovevo nemmeno essere qui”, sono queste le parole piene d’emozione della schermitrice paralimpica Bebe Vio che, al termine dell’incontro che l’ha vista ancora una volta salire sul tetto del mondo, ha raccontato davanti alle telecamere di Rai Sport l’incredibile e sofferente percorso che l’ha condotta fino a Tokyo.

Bebe Vio racconto malattia, “Lo scorso 4 aprile mi sono operata”

La schermitrice ha proseguito parlando delle difficili condizioni di salute che per poco le avrebbero fatto rischiare l’assenza alle paralimpiadi. “Lo scorso 4 aprile mi sono dovuta operare e sembrava che questa paralimpiade non doveva esserci, abbiamo preparato tutto in due mesi, non so come cavolo abbiano fatto. Non ci credevo di arrivare fin qui, perché ho avuto un’infezione da stafilococco che è andata molto peggio del dovuto e la prima diagnosi era amputazione entro due settimane e morte entro poco”.

Bebe Vio racconto malattia, “Questa medaglia è tutta loro”

La campionessa ha parlato del grande miracolo che ha compiuto lo staff a partire dall’ortopedico: “Sono felice, avete capito perché ho pianto così tanto? L’ortopedico ha fatto un miracolo, è stato bravissimo, tutto lo staff lo è stato. Questa medaglia assolutamente non è mia, è tutta loro”.

Non ultimo ha raccontato come prepararsi in vista delle gare di Tokyo sia stata una vera e propria impresa negli ultimi mesi: “I primi quattro anni della preparazione sono andati benissimo, anche nel periodo del Covid, grazie ai miei allenatori e alle Fiamme Oro perché ho ripreso persino prima delle altre avversarie. L’ultimo anno, invece, è stato parecchio sfigato”.

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