Il Foggia torna in Serie B: una lunga corsa ad ostacoli e l'inizio di un sogno

Diciannove interminabili anni. Tanto ha dovuto attendere il Foggia prima di poter festeggiare il ritorno in Serie B. Un periodo di tempo lunghissimo per una città ed una tifoseria che nel corso della loro storia per ben tredici volte hanno avuto la possibilità di confrontarsi addirittura con la massima Serie, scrivendo tra l’altro pagine memorabili ad inizio anni ’90 quando alla guida di una squadra che riuscì ad esprimere un calcio tanto offensivo quanto rivoluzionario c’era un certo Zdenek Zeman, un maestro che proprio allo Zaccheria si è consacrato spiccando poi il volo verso club più importanti ed ambiziosi.

Venezia: oggi in B, domani... chissA'

La promozione in B, dopo anni pieni di tanta Serie C1, Serie C2, Lega Pro, il sogno di una nuova era Casillo e fallimenti societari è stata vissuta come un’autentica liberazione da parte di una città che, dopo aver visto sparire la propria squadra del cuore nei meandri del calcio dilettantistico, oggi sogna in grande. Le immagini delle decine di migliaia di persone riversate in piazza per festeggiare l’impresa di Stroppa e i suoi ragazzi, raccontano al meglio non solo una passione mai sopita, ma anche l’amore per dei colori che, nonostante le tante vicissitudini, non hanno mai perso la loro lucentezza agli occhi dei tifosi.

DA ZEMANLANDIA ALL'OBLIO

Quando nel 1991 il Foggia salì in Serie A dopo aver vinto il campionato cadetto, erano in pochissimi a conoscere i vari Matrecano, Codispoti, Barone, Rambaudi, Baiano e Signori, tutti ragazzi provenienti dalle categorie inferiori che in comune avevano la voglia di emergere. Quello che nessuno poteva immaginare è che quella squadra data da molti come destinata ad una certa retrocessione si sarebbe in realtà rivelata un autentico ciclone pronto ad abbattersi sul calcio italiano, un fenomeno degno di una favola dal titolo passato poi alla storia: Zemanlandia.

Il Foggia non solo si misurò con le più importanti realtà del calcio nostrano senza il minimo timore reverenziale, ma lo fece mostrando un calcio che sin lì mai si era visto e mai più poi si è visto. Il 4-3-3 di Zeman era un mix di velocità esasperata, difesa altissima, pressing e mentalità totalmente votata all’attacco. Alla prima stagione tra i grandi arrivò un nono posto con il secondo miglior attacco del torneo, in quella successiva i Satanelli si piazzeranno dodicesimi, poi, nell’ultima dell’epopea Zemanlandia arriverà un altro nono posto con Europa sfumata solo all’ultima giornata.

FOGGIA ZEMAN PS

L’annata 1994/95 rappresentò la fine del sogno. Una squadra priva del suo condottiero boemo e di tanti dei suoi uomini cardine, non riesce ad andare oltre al sedicesimo posto: è retrocessione. Inizia una lunghissima fase che catapulta il calcio foggiano nell’oblio. Dopo tre annate in B arriva la retrocessione in C1, quella immediata in C2, un tentativo di ricomporre la Casillo-Zeman-Pavone che regalerà alla città un sogno ma nessuna soddisfazione sportiva e poi, una crisi economica che porterà alla mancata iscrizione alla Lega Pro nel 2012.

Viene fondata l’Associazione Calcistica Dilettantistica Foggia Calcio, si riparte dalla Serie D. La squadra non riesce a guadagnarsi la promozione sul campo ma arriva un ripescaggio il Lega Pro Seconda Divisione ed è da qui che inizia la lunga risalita.

Il Foggia torna realmente a sognare a partire dal 2014 quando sulla panchina rossonera approda un allenatore giovanissimo: Roberto De Zerbi. La città torna ad innamorarsi di una squadra che propone un calcio di zemaniana memoria, è però l’annata successiva, quella 2015/16, che sancisce il definitivo salto di qualità. I ragazzi di De Zerbi giocano meravigliosamente bene e possono contare su un bomber da 29 reti come Iemmello. Il Foggia vince la Coppa Italia di Lega Pro e in campionato vola ai play-off dove elimina prima l’Alessandria e poi il Lecce ma, quando il traguardo è lì ad un passo,  arriva la più cocente delle delusioni: a salire in B è il Pisa di Gennaro Gattuso che ha il meglio dopo una tesissima doppia finale..

L’amarezza è enorme ma le basi per tagliare l’agognato traguardo sono state gettate. Il resto è storia recente… .

LA NUOVA PROPRIETA' E LA RINASCITA

Nel dicembre del 2015, dopo annate nelle quali diverse proprietà si sono alternate alla guida del Foggia, la famiglia Sannella diventa ufficialmente l’azionista di maggioranza della società. E’ una notizia attesa da tutti ma che non sorprende visto che gli stessi Sannella già da mesi avevano iniziato a sostenere il club con una robusta sponsorizzazione.

Potendo poggiarsi su basi più che solide, il Foggia può finalmente tornare ad essere ambizioso. L’obiettivo è chiaro fin da subito: si vuole riportare la squadra rossonera là dove per blasone meriterebbe di essere. Tutti i giocatori più importanti vengono riconfermati e ad essi si aggiungono elementi che innalzano il livello qualitativo della rosa.

Le potenzialità economiche per investire non mancano e ad una squadra che già nell’anno precedente aveva sfiorato l’approdo in B si uniscono altri giocatori, come l’esperto Rubin o il bomber Mazzeo che si riveleranno fondamentali.

2016/17: IL CAMMINO VERSO LA PROMOZIONE

Quella del Foggia è stata una stagione che si è conclusa in maniera gloriosa ma che è paradossalmente iniziata nel peggior modo possibile. Il 15 agosto del 2016, quando ormai mancava pochissimo all’inizio del campionato Roberto De Zerbi, che pure aveva rifiutato offerte di club di categorie superiori pur di restare alla guida della compagine rossonera, viene esonerato a causa di divergenze di vedute con la società.

Sembra l’indizio che conduce ad un’altra annata di transizione ed invece la squadra avrà la forza per superare indenne un evento così clamoroso e per ripartire. Sulla panchina dei Satanelli approda Giovanni Stroppa, ex giocatore dal passato illustre nel Foggia di Zeman ma reduce da esperienze non proprio esaltanti.

Giovanni Stroppa

La piazza accoglie il nuovo allenatore con non poco scetticismo ma i risultati in campionato sono fin da subito positivi. Il Foggia non propone un calcio sfavillante ma vince e alla quinta giornata si prende per la prima volta la testa della classifica in solitaria. Quella dei rossoneri non è però una cavalcata trionfale, la concorrenza di avversari quali Matera, Lecce e Juve Stabia è agguerrita e nelle zone alte inizia un vero e proprio testa a testa con continui cambi di posizione.

Il Foggia perde colpi a dicembre ma la società non mette mai in discussione il suo allenatore e la fiducia viene ampiamente ripagata. Ad inizio 2017 il Foggia inizia a correre come nessun altro e da metà febbraio a metà aprile inanella una serie di dieci vittorie consecutive (compresa quella fondamentale nel derby contro il Lecce) interrotta solo dal pareggio con il Fondi che regala il punto promozione.

La compagine pugliese vince con due turni d’anticipo il Girone C di Lega Pro, in virtù di 24 successi, 9 pareggi e 3 sole sconfitte, il tutto per un bottino di 81 punti.

FOGGIA IN B: E ADESSO?

Il Foggia è tornato in Serie B non per fare da semplice comparsa. Una città caldissima, una tifoseria affamata e in grado di garantire grandissimo entusiasmo, una rosa già di buona qualità ed una proprietà solida rappresentano le basi dalle quali ripartire per togliersi delle soddisfazioni.

Fondamentale sarà ovviamente poter continuare a contare su Stroppa, al fine di poter seguire il solco già tracciato e, da questo punto di vista la sensazione è quella che continuare un matrimonio che sin qui ha regalato solo ottimi risultati non sarà complicato.

L’approdo in una categoria superiore dovrà dare il via ad una nuova programmazione e ad una nuova serie di investimenti più pesanti ma gli elementi che consentano a questo Foggia di prolungare il sogno non sembrano mancare.

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