Il Genoa elude la contestazione, Mandorlini difende Preziosi: "Non è una fuga"

Quarta sconfitta consecutiva fatale per Andrea Mandorlini, la cui avventura al Genoa è ai titoli di coda: al suo posto torna Juric.

Con l'annunciata contestazione dei tifosi rossoblù ad attendere la squadra al centro sportivo di Pegli, il presidente del Genoa Enrico Preziosi ieri ha deciso di mandare la squadra ad allenarsi nel milanese, in vista del match di sabato contro il Milan, così da non sottoporre mister Mandorlini e i suoi ragazzi ad ulteriori pressioni in un momento molto delicato dopo la sconfitta nel derby.

Il tecnico Andrea Mandorlini ha spiegato così, in conferenza stampa, la decisione presa dal patron rossoblù: "Non è stata una fuga dalle contestazioni. Il presidente ha voluto dare tranquillità alla squadra ed è stata una decisione accettata da tutti. E' stato importante trascorrere più tempo insieme e la sua visita in hotel è stata un segnale importante".

Il ko con la Sampdoria è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso per la tifoseria più accesa... "Volevamo fare di più nel derby, questo è chiaro - ha detto ancora Mandorlini - Volevamo fare un altro tipo di partita, specie nella ripresa, e conquistare un risultato diverso. Mi dispiace moltissimo per il presidente, per i giocatori e per i tifosi. Ora però guardiamo avanti e pensiamo positivo, a una gara alla volta".

Ad inizio stagione certo il Genoa non pensava che a questo punto si sarebbe trovato al 16° posto... "Ora abbiamo davanti gare importanti - ha proseguito Mandorlini - La metà contro le squadre migliori del torneo. Serve reagire per raccogliere risultati anche su campi complicati. Io sono fiducioso, ma non è possibile pensare di risolvere i problemi dall'oggi al domani, per questo ho scelto di percorrere la strada della continuità rispetto alla conduzione precedente, al netto di qualche fisiologica variazione".

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