Il Lecce protesta per due rigori negati: Pairetto e il 'retrocesso' Di Martino finiscono nella bufera

Una direzione arbitrale che farà discutere enormemente e che ha nuovamente come sfortunato protagonista l'arbitro Luca Pairetto della sezione di Nichelino. Già in evidenza in negativo nella passata stagione con episodi eclatanti in negativo come la mancata espulsione di Handanovic in Sassuolo-Inter o il clamoroso gol in fuorigioco concesso ad Acerbi in Spezia-Lazio (con l'evidente complicità del VAR), il direttore di gara piemontese è destinato a finire nella bufera per due decisioni molto simili che hanno pesato sull'esito finale della sfida tra Lecce e Monza.

I CASI - Due calci di rigore reclamati dalla formazione salentina per altrettanti tocchi di mano, apparsi evidenti ai più e sui quali non ha pesato in alcun modo l'intervento del VAR, il signor Antonio Di Martino. Un "fischietto" reduce da una bocciatura da parte della CAN per motivazioni tecniche al termine della passata stagione e retrocesso al ruolo di varista. Con risultanti non proprio esaltanti a giudicare da quanto accaduto al "Via del Mare": al 72°, Molina intercetta col braccio piuttosto largo e lontano dal corpo il colpo di testa di un giocatore del Lecce, mentre in pieno recupero è Pablo Marì a compiere una giocata molto simile. In un turno di campionato e in un inizio di stagione in cui le valutazioni sui falli di mano continuano ad essere all'insegna dell'incoerenza più totale - e la regola è pure cambiata - il solito Pairetto è ancora protagonista.