Il look della Williams sta facendo discutere

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Serena Williams, tuta aderente all’Australian Open: “Ispirata a FloJo”
Serena Williams, tuta aderente all’Australian Open: “Ispirata a FloJo”

Serena Williams torna a far parlare di sé, e non solo per le sue vittorie. Sì, la tennista statunitense ha portato a casa un altra vittoria nell’esordio del primo slam dell’anno. è infatti riuscita a battere senza grandi difficoltà l’avversaria Laura Siegemund, conquistando un posto negli ottavi di finale degli Australian Open insieme a Naomi Osaka. Ma “La Regina”, chiamata così perché considerata una delle migliori tenniste di tutti i tempi, fa discutere per un altro motivo: il suo look fuori dalla righe. Si è infatti presentata al Melbourne Park con una divisa tutt’altro che classica. La tuta indossata dalla Williams è molto aderente e colorata, con una forma originale: una gamba è lasciata completamente nuda. Non è la prima volta che la sportiva fa discutere per i suoi outfit sopra le righe, ma questa volta il motivo della sua scelta è ben preciso.

L’omaggio a FloJo

In conferenza stampa Serena ha giustificato la sua scelta. Quando infatti le hanno chiesto perché ha deciso di indossare una tuta così eccentrica, l’atleta ha risposto che il suo outfit trae ispirazione da FloJo. Florence Griffith Joyner, in arte “FloJo”, è stata una velocista statunitense da record, ma anche icona di stile. I suoi record nel 1988 risultato tutt’oggi imbattuti, ma nessuno dimenticherà nemmeno lo stile che portava anche sul campo. Ricordiamo che la Joyner scomparve prematuramente all’età di 38 anni, forse per una crisi epilettica velata ancora da molti dubbi. Serena la prende come modello, sinonimo di sportività e motivazione femminile. queste le parole della tennista statunitense:

“Sì, sono stata ispirata dalle imprese di Florence quando ero piccola, i suoi look erano sempre fantastici: la tutina intera con il cappuccio, le unghie laccate, la gamba nuda fuori. Così, quando il team Nike mi ha espresso l’intenzione di citarla ho detto subito okay, facciamolo, mi piace!”