Il messaggio di Allegri: Vlahovic può aspettare, è ancora Bonucci il leader della Juve

Al centro di tutto. Passano gli anni, arrivano nuovi giocatori, ma Leonardo Bonucci continua a essere il leader della Juventus. In molti in questi mesi hanno chiesto la sua testa, hanno preteso una rinnovamento del reparto difensivo che andasse oltre l'addio di Chellini, ma il centrale 35enne non si è lasciato condizionare, non ha preso in considerazione neanche lontanamente l'idea di partire. Così come Allegri di metterlo da parte o di togliergli i poteri. La conferma è arrivata nel finale della burrascosa sfida con la Salernitana, nella quale Bonucci è stato protagonista del gol ingiustamente annullato a Milik al 95' e, due minuti prima, della rete del 2-2, respingendo in porta il rigore calciato e parato da Sepe. Una palla che pesava, quella della rimonta, che doveva essere calciata da lui e non da Vlahovic, fin qui la prima scelta dagli undici metri.

LA SCELTA - La spiegazione l'ha data Allegri al termine della partita: "Non ha calciato Vlahovic perché è stato un rigore importante e in questo caso è meglio che lo faccia Bonucci". Un uomo dell'esperienza del nazionale azzurro evidentemente nella testa dell'allenatore livornese dava migliori garanzie di un giovane, seppur talentuoso. Il serbo ha tutto per diventare il simbolo della Juve, ma non è ancora il suo momento. Lassù, nelle scala gerarchica, c'è il numero 19, che con il gol di ieri è diventato il sesto difensore in tutta la storia della Serie A capace di andare a segno in 10 stagioni consecutive nella competizione, dopo Giacinto Facchetti, Agostino Di Bartolomei, Alessandro Renica, Pietro Vierchowod e Paolo Negro.

Lo stesso Bonucci nel post match ha lanciato un messaggio alla squadra, l'ha invitata a fare di più: "Dobbiamo farci un esame di coscienza sugli ultimi 20-25 minuti del primo tempo. Non possiamo giocare in questa maniera: scarichi mentalmente, senza aggressività e cattiveria. E' da inizio anno che diciamo che serve qualcosa in più. Bisogna tirare una linea e cambiare, la Juve non si può permettere di vivere sulle montagne russe come succede da un paio di anni. Quando si indossa questa maglia, devi essere costante in tutte le prestazioni. E smettiamola di trovare alibi e scuse, bisogna ritrovare la voglia di lottare, di arrivare primi sulle seconde palle e di vincere i contrasti". Parole da leader, di chi ci mette la faccia. Di chi deve prendersi la responsabilità. Come contro la Salernitana.