Il mistero della nuova maglia e del materiale tecnico: Napoli, tra toppe e deroghe

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Dietro alla realizzazione di una nuova maglia e di tutto il materiale fornito dallo sponsor tecnico a un club di Serie A esiste un lavoro, un dietro le quinte, tanto profondo quanto elaborato: niente che possa essere lasciato all'improvvisazione, alle urgenze da sbrigare in fretta e furia, e il Napoli sta sperimentando su di sé tale aspetto, con risvolti pratici ben evidenti. Basti pensare che l'iter medio che dal concept si sviluppa poi nella produzione effettiva delle maglie dura circa 18 mesi, un lasso di tempo prolungato che lascia capire quanti passaggi e quante professionalità entrino in campo.

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Aurelio De Laurentiis, per il suo Napoli, ha pensato a una svolta e ha voluto sancire un passo inedito nel panorama della Serie A, con maglie di fatto autoprodotte grazie alla collaborazione con un marchio come EA7 di Giorgio Armani. Al contempo però De Laurentiis ha ammesso di essere in colpevole ritardo in tal senso: prima del 20 agosto le due maglie da gara del Napoli non saranno presentate e il materiale tecnico non sarà a disposizione di Luciano Spalletti, del suo staff e della squadra. Una prospettiva che sorprende e spaventa, considerando che il debutto del Napoli nella Serie A 2021/22 andrà il scena appena due giorni dopo, il 22 agosto contro il Venezia.

Riscaldamento azzurro | Emanuele Perrone/Getty Images
Riscaldamento azzurro | Emanuele Perrone/Getty Images

La situazione che sta vivendo il Napoli nel ritiro di Dimaro, dunque, è piuttosto surreale dal punto di vista del materiale a disposizione: sia in allenamento che in amichevole gli Azzurri stanno utilizzando il materiale della Kappa, di fatto ex sponsor tecnico, mettendo una toppa sullo sponsor Kimbo (che non sarà più partner del club), toppa che è visibile su tutto il materiale, dalle casacche alle maglie da gioco e che riporta la scritta SSC Napoli al posto del marchio. In aggiunta al materiale Kappa, spiega peraltro NSSMag, il Napoli ha ordinato materiale tecnico da Zeus, brand di Torre Annunziata che dunque sta dando il proprio contributo in un periodo a metà tra Kappa e l'era dell'autoproduzione.

Intanto il Napoli si sarebbe mosso con Kappa per chiedere una deroga di due mesi ed evitare possibili grane legali e contrasti per l'utilizzo del materiale tecnico, in attesa dell'arrivo dei nuovi prodotti. A margine di una situazione già piuttosto surreale c'è anche la questione merchandising, con la vendita delle collezioni Kappa tutt'ora in corso nonostante la fine del rapporto col noto marchio torinese.

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