Il mondo al contrario: il Reus diventa azionista di un club cinese

Per la prima volta, un club europeo acquisisce quote di uno cinese: al Reus (Segunda Division spagnola) il 29% del BIT. "Un accordo storico".

Ci sono l'Inter, il Granada, il WBA, forse il Milan, ma gli esempi potrebbero continuare: sono i club controllati, nella loro totalità o parzialmente, da investitori cinesi. Ma ogni tanto il mondo può anche girare al contrario, come insegna il Reus Deportiu.

Il club catalano, attualmente dodicesimo nella Segunda Division spagnola, ha annunciato di essere diventato azionista del BIT, club cinese di terza divisione: è la prima volta in cui l'Europa entra di prepotenza a Pechino e dintorni, interrompendo così una sorta di 'invasione' che dura ormai da qualche anno.

"Un accordo storico: si apre una nuova tappa nel processo di sviluppo del calcio in Cina",  dice Joan Oliver, massimo azionista del Reus. "Grazie a questo accordo potremo migliorare le infrastrutture del club e il nostro know-how calcistico", gli fa eco Yang Bin, presidente del BIT.

L'entrata del Reus nel calcio cinese non è comunque totale: il club spagnolo ha acquistato il 29% delle quote del BIT. L'obiettivo del gruppo investitore, come si legge nel comunicato, "è quello di sviluppare in Cina la medesima metodologia utilizzata anche dal Barcellona".

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