Il Napoli meritava di più, ma col Verona si ripete la storia. E occhio a non sottovalutare Tudor

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Verona vuol dire delusione. Alla fine della stagione scorsa proprio dal Verona il Napoli si vide negare il quarto posto Champions all’ultimo momento e ancora dal Verona, stavolta, s’è visto negare la vittoria. Pari, infatti, alla fine d’un match assai tirato, combattuto, a tratti anche spinoso, spigoloso. Avrebbe meritato il Napoli di più? Probabilmente sì, ma il Verona se l’è sudato il pari, dopo essere passato in vantaggio col solito Cholito. Cosicché alla fine si può dire che l’ha pure meritato, grazie ad una difesa quasi sempre attenta, complice anche la non sempre lucida presenza del Napoli in attacco. Napoli in gol con Di Lorenzo, Napoli che centra due pali, Napoli comunque assai deluso a fine gara. Ma tant’è: in questo tratto di campionato, il Verona è squadra complicata per chiunque.

SOFFERENZA NAPOLI - E poco conta che in campo si riveda il Napoli formato campionato. Dopo il poker di Varsavia, infatti, Spalletti si riaffida ai titolari. Perché, non la prenda come affronto, l’allenatore azzurro, da nessuna parte e tantomeno nel pallone vale il principio dell’uno vale uno. E allora, riecco Insigne, Osimhen, Fabian Ruiz e Mario Rui, con Jesus (che più o meno da tre anni non ne giocava due di seguito dal primo minuto) al posto di Koulibaly squalificato. E allora, coppia centrale di difesa mai vista prima, nel Napoli, con tutti i limiti e i rischi che la novità può comportare. Dall’altra parte, invece, rispetto all’ancora odoroso successo sulla Juve, Tudor è costretto a una sola variazione: out Lazovic all’ultimo momento, rientra Ceccherini in difesa, con Casale che sale a centrocampo. Sulla fascia di sinistra, è ovvio. Ed è proprio lì che il Verona dà fastidio al Napoli in avvio di gara. E’ proprio lì, infatti, che Di Lorenzo, poveretto, si ritrova spesso a “ballare” tra Casale, appunto, e Caprari quando si tiene largo. Ed è il primo segnale d’una partita che per la squadra di Spalletti s’annuncia affatto semplice. E che, probabilmente, rispetto al passato, il Verona affronta pure con una sagacia tattica diversa. Certo, le marcature sono sempre quelle: ravvicinate e, se occorre, senza tanti complimenti, ma il Verona non si fa prendere dalla frenesia di sempre, dal desiderio di giocare con velocità doppia rispetto alle abitudini degli altri. No, stavolta il Verona sembra più avveduto. Più maturo, forse. Nel senso che non volendo regalare manco un poco di profondità al Napoli formato Osimhen, si tiene più raccolto, ma pronto ugualmente a creare gioco appena torna in possesso della palla. E quello che fa, lo fa pure bene, il Verona. Tant’è che il Napoli, apparso in verità appannato nelle ultime partite, soffre sia le marcature, sia la mancanza di spazi, sia l’aggressività degli avversari, sia le tudoriane geometrie dell’Hellas. Ma non è certo squadra che rinuncia e che s’abbatte, il Napoli. E allora ecco che ne viene fuori una partita non bellissima, probabilmente, ma sempre intensa, in equilibrio e capace pure d’occasioni ed emozioni. Due assaggi: un sinistro scivoloso di Zielinski che butta via una bell’occasione (9’) e un sinistro di Caprari (12’) che Ospina para a terra ed ecco che le cose cambiano. E’ Barak a inventarsi una bella giocata sulla destra e ad invitare poi, dal fondo, Simeone a fare gol. Sì, parte forte subito il Verona e (13’) trova subito il vantaggio, seppure – bisogna essere onesti – con le complicità di Mario Rui prima e di Rrahmani immediatamente dopo.

PALO OSIMHEN - Il Napoli, dunque, deve fare i conti con un match che si mette subito in salita. Ma non si demoralizza. Testa basa e ricomincia. E, infatti, cinque minuti dopo e già di nuovo in parità. Punizione di Insigne, rinvia la difesa del Verona, poi Rrahmani per Fabian e infine palla a Di Lorenzo che beffa Montipò: tiro sotto le gambe e gol. Si ricomincia come niente fosse, dunque. Almeno in quanto a risultato così è. In quanto a gioco ed occasioni, invece, ad un salvataggio di Rrahmani su destro a botta sicura di Barak (32’), fa il verso – e come! – un palo di Osimhen a tre minuti dal riposo. Si gira e tira bene, il centravanti, ma nell’occasione Montipò è fortunato. Insomma, primo tempo d’equilibrio, con il Napoli che soffre la solidità del Verona e il Verona, invece, che va in crisi ogni volta che il Napoli trova lo spazio per aprirsi ed attaccare. E non manca un po’ di veleno appena prima del riposo. Ovvero: un braccio di Faraoni in area su cross di Insigne che, però, Giovanni Ayroldi da Molfetta non giudica punibile con il rigore e i due fischi di fine primo tempo giusto quando Osimhen sta per andarsene come sa fare lui. Partita complicata, dunque. Per tutte e due le squadra, si capisce. Ma con il Napoli che ha qualche ragione in più per darsi da fare. Questione di classifica, è ovvio. Partita complicata, sì, ma anche spigolosa. E ruvida, fallosa. Soprattutto perché il Verona nel secondo tempo non fa proprio complimenti ogni volta che il Napoli prova a ripartire. E anche perché il giovane Ayroldi e il Var giudicano con buonismo un intervento (4’) in area di rigore di Gunter su Osimhen.

SPALLETTI PROVA A VINCERLA - Serve qualcosa. O serve qualcuno per dare più precisione, dinamismo e lucidità al gioco azzurro là davanti, pensa Spalletti. E allora via ai cambi: Fuori Politano e Zielinski e dentro Lozano ed Elmas. Tatticamente siamo lì, ma il Napoli è sicuramente un poco più veloce e più vivace con Lozano. Il quale, però, come sempre non è di mira buona: fuori (67’), infatti, un sinistro anche ben preparato, mentre poi è Ospina a negare il gol a Barak, che come sempre gode d’eccessiva libertà. Più in generale: il Napoli cresce e si vede e il Verona, pur senza abbassare l’attenzione sulle marcature e la velocità, resta in partita senza eccessive sofferenze. Ma Tudor ha qualche preoccupazione. Barak e Simeone hanno dato tanto? Nessun problema: fuori loro e dentro Bessa per il centrocampo e Lasagna là davanti. Ma non è tutto. In campo (83’) anche Kalinic per Caprari e Magnani per l’acciaccato Gunter. Scelte alle quali Spalletti replica aumentando la sfacciataggine del Napoli in attacco: fuori Anguissa, Insigne e poi anche Osimhen, infatti, e dentro Mertens, Ounas e poi Petagna. Tutti all’attacco, è l’ordine dell’allenatore azzurro che non ci sta a rinunciare alla vittoria. Ma il Napoli la sfiora soltanto la vittoria. Al 91’, quando su punizione Mertens becca il palo: il secondo per il Napoli in questa partita, già il decimo in questo campionato. Due pali da una parte e due rossi dall’altra nel finale. In cinque minuti, infatti, (88’ e 93’) il Verona resta in nove: prima va fuori Bessa per doppio giallo e poi il doppio giallo lo becca pure Kalinic. Ma non cambia il risultato. L’assalto azzurro partorisce un palo e nulla più.

IL TABELLINO

Marcatori: 13' p.t. Simeone (V), 18' p.t. Di Lorenzo (N).

Assist: 13' p.t. Barak (V), 18' p.t. Fabián Ruiz (N).

Napoli (4-3-3): Ospina; Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus, Mario Rui; Anguissa (40' s.t. Mertens), Fabián Ruiz, Zielinski (17' s.t. Elmas); Politano (17' s.t. Lozano), Osimhen (46' s.t. Petagna), Insigne (40' s.t. Ounas). All. Spalletti.

Verona (3-4-2-1): Montipò; Dawidowicz, Ceccherini, Gunter (39' s.t. Magnani); Faraoni, Tameze, Veloso, Casale; Barak (30' s.t. Bessa), Caprari (39' s.t. Kalinic) ; Simeone (30' s.t. Lasagna). All. Tudor.

Arbitro: Ayroldi di Molfetta.

Ammoniti: 31' Rrahmani (N), 41' p.t. Barak (V), 14' s.t. Veloso (V), 23' s.t. Dawidowicz (V), 35' s.t. Bessa (V), 40' s.t. Kalinic (V), 43' s.t. Osimhen (N), 43' s.t. Bessa (V), 48' s.t. Kalinic (V).

Espulsi: 43' s.t. Bessa (V), 48' s.t. Kalinic (V).

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