Il pizzino di Paratici, l'infortunio, il rinnovo con la Roma: Zaniolo, contro la Juve si chiude un cerchio

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La tifava, l’ha sfiorata, l’ha “detestata” nel giorno del suo infortunio e ora sogna di fargli male per ricominciare davvero il cammino interrotto quasi due anni fa. La storia di Nicolò Zaniolo e la Juventus vivrà domenica sera un capitolo importante. Tutto inizia nel gennaio 2019, quando Paratici rivelava la voglia della Juve di averlo per 40 milioni. A Roma, visti i precedenti, già si tremava. Poi tutto si interrompe. Il motivo però è terribile. Zaniolo si infortuna il 12 di quel mese in un Roma-Juve in cui sembrava una belva. La diagnosi è nota: rottura del crociato. L’inferno viene rivissuto il 7 settembre 2020 in Nazionale. Dopo il ginocchio destro tocca a quello sinistro.

IL RITORNO - La Juve non ci pensa più, la Roma se lo coccola in mesi difficili passati tra voci gossip, il Covid, la paura di non tornare mai più quello di prima. Nicolò si allena duramente, piange ma ci crede. Arriva Mourinho e tutto cambia. Zaniolo ha un motivo in più per tornare grande anche se l’inizio stagione non è affatto facile. Poi arriva un big match, il derby, in cui scatta la scintilla. Il numero 22 sembra tornato ma per avere la certificazione serve un gol. Magari in un altro big match. Quello con la Juventus, la squadra che tifava da bambino e che tanto lo avrebbe voluto due anni fa.

RINNOVO E NAZIONALE - Ora Zaniolo pensa solo alla Roma tanto che a gennaio (a due anni esatti dal crack) dovrebbe arrivare il rinnovo fino al 2026. Un cerchio che si chiude quello di Nicolò che ha rifiutato la Nazionale per un problema all’adduttore. Ieri si è allenato in gruppo e sarà quindi a disposizione di Mourinho per la sfida delle sfide. Proprio l’azzurro, però, è un qualcosa da riconquistare in pieno. Roberto Mancini, che lo convocò quando ancora il romanista non aveva nemmeno esordito in serie A, lo ha fatto scalare nelle gerarchie alle spalle di Pessina. C’è il Mondiale e stavolta Zaniolo ci vuole essere. Il primo passo può farlo allo Stadium al fianco di quel Mourinho che qui ha vinto bene e spesso (al contrario della Roma). Per ricominciare, davvero.

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