Il ritorno di Bonaventura a San Siro: il migliore della 'banter era' del Milan rinnova con la viola, ma a Pioli...

Il ritorno del "figliol prodigo", o in questo caso di colui che per sei lunghe stagioni, dal 2014 al 2020, è stato indiscutibilmente il miglior interprete di uno dei Milan con più difficoltà della propria storia. Quella che dai tifosi rossoneri viene denominata la "banter era", ovvero l'epoca delle prese in giro, da parte degli altri tifosi, per le vicissitudini e i risultati deludenti, o comunque non all'altezza dei precedenti lustri: Giacomo Bonaventura, uno dei colpi di coda del Diavolo di Silvio Berlusconi e Adriano Galliani, si appresta a tornare per la prima volta da titolare in quello che per sette anni è stato il suo stadio, in seguito all'ottimo periodo all'Atalanta, dopo i 25 minuti disputati nella passata stagione da subentrato, nella sfida contro la Fiorentina.

LE SCELTE DEL MILAN E IL TRISTE COMMIATO - Il ritorno di Jack. "Corri a casa, Jack!" era uno dei ritornelli simbolo del film "Hook - Capitano Uncino", uscito nel 1991 con la regia di Steven Spielberg e un cast stellare che comprendeva Robin Williams e Dustin Hoffman. Probabilmente Bonaventura, arrivato a scadenza di contratto come capita spesso nella Milano rossonera, San Siro non lo avrebbe mai lasciato volontariamente: le scelte della società e una condizione fisica precaria gli imposero un triste commiato, tra le lacrime e senza nemmeno il suo pubblico a salutarlo, a causa dell'assenza dei tifosi dovuta alle misure anti-Covid.

IL MIGLIORE DELLA 'BANTER ERA' E QUEL TROFEO... - Il centrocampista classe 1989 però lo avrebbe meritato. Il migliore di quegli anni per quanto dicono i numeri: tante le partite disputate da protagonista, con 30 reti in 155 presenze, e soprattutto la vittoria della Supercoppa italiana nel dicembre del 2016, con il Milan che batte ai rigori la Juve, dopo il suo gol del pareggio, decisivo ai fini del successo e per la conquista dell'unico trofeo di quegli anni senza luci.

LA NUOVA VITA CON ITALIANO E IL RINNOVO DI CONTRATTO - Ora è imprescindibile nel nuovo assetto tattico di Vincenzo Italiano: alla Fiorentina è rinato, riprendendosi daI guai alle ginocchia che avevano funestato gli ultimi tempi e reinventandosi da mezzala con licenza di segnare nel 4-3-3 del tecnico ex Spezia: già 3 reti in questa prima parte di stagione e il rinnovo del contratto in scadenza a fine anno che è a un passo. Le negoziazioni si concluderanno durante la pausa per il Mondiale, ma la volontà del marchigiano e del presidente Rocco Commisso sono ben chiare.

LA PROVOCAZIONE - La provocazione che ci sentiamo di fare è però un'altra. Con gli evidenti problemi di ambientamento di De Ketelaere, gli alti e i bassi di Diaz, la non sempre eccelsa qualità di Krunic e soprattutto la duttilità dello stesso Bonaventura, è certo che in questo momento un jolly del genere non avrebbe potuto essere d'aiuto a Pioli, considerando anche la personalità e il peso nello spogliatoio? Ai posteri l'ardua sentenza.

@AleDigio89