Il solito Benzema, un super Vinicius: Inter, il nuovo Real di Ancelotti davanti fa paura. Ma la difesa è un problema

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E' tornato lì dove ha scritto la storia. Perché la Decima era il sogno di Florentino e fa niente se sono arrivate anche l'undicesima, la dodicesima e la tredicesima, quella Champions League 13/14 resterà per sempre speciale. E riparte da lì Carlo Ancelotti nella sua nuova esperienza nelle Merengues, lontane dai fasti dei Galacticos e della BBC, ma comunque sempre temibili. Anche perché la qualità resta altissima. E l'Inter lo sa bene.

L'ATTACCO -"Ci lascia esprimere in libertà. Ancelotti tira fuori il meglio di noi". Parole e musica di Vinicius Jr, l'uomo in più di questo inizio di stagione del Real Madrid: 3 vittorie e un pareggio in Liga, 13 gol fatti in 4 partite, col brasiliano classe 2000 che ha già timbrato il cartellino 4 volte. In crescita costante l'ex Flamengo, pronto a esplodere e a reclamare un posto nel calcio extra lusso della Champions League. Anche perché, al suo fianco, c'è Karim Benzema: l'etoile degli spagnoli sta facendo ancora meglio, con 5 gol realizzati e 4 assist forniti ai compagni. E' lui il totem del nuovo corso: arrivano tanti attaccanti (tranne quest'anno), ma lì davanti gioca sempre lui. Da sempre. Con l'Inter non ci sarà Bale, fuori, mentre sarà presente Hazard, alla ricerca dell'antico splendore. E Ancelotti è l'uomo giusto per lucidare e spolverare talenti in difficoltà. Infatti, per dargli meno compiti difensivi, il 4-3-3 si trasforma in un 4-4-2 in fase di non possesso, con Vinicius che arretra sulla linea dei centrocampisti con Valverde pronto ad allargarsi sulla destra. Tutto per mettere i suoi giocatori nelle condizioni ideali per esprimersi.

I PROBLEMI SONO IN DIFESA - Il centrocampo ha aggiunto un volto nome, di livello assoluto nonostante la giovane età, ai soliti noti Casemiro, Kroos, Modric, Valverde: Eduard Camavinga è arrivato poco prima del gong del mercato, e ha già fatto subito vedere di cosa è capace. Per un attacco e un centrocampo che funzionano in termini di proposta di gioco, c'è una difesa che soffre come non mai. Via Varane e Sergio Ramos, pilastri del Madrid che fu, ora c'è Alaba, che si sta alternando tra ruolo di terzino e centrale nella linea a 4 ancelottiana, con Nacho ed Eder Militao, più Carvajal sulla destra e il giovane Gutierrez sulla sinistra. I numeri spiegano che la difficoltà è evidente, visto che in 4 partite sono stati subiti già 5 gol. Per vincerne 3 su 4, il Real, ha dovuto segnare quasi il triplo dei gol... Poca solidità, creatività, libertà: ecco il nuovo Real Madrid di Ancelotti. Che stasera torna nel suo San Siro per affrontare l'Inter, in un derby personale sulle note della musichetta più sognata d'Europa.

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