Il Vaticano lancia una squadra di atletica

Gli atleti di Athletica Vaticana corrono davanti ai fotografi di fronte alla Basilica di San Pietro. Sono circa 60 i membri dell’associazione: ne fanno parte guardie svizzere, suore, preti, farmacisti e bibliotecari. (AP Photo/Andrew Medichini)
Gli atleti di Athletica Vaticana corrono davanti ai fotografi di fronte alla Basilica di San Pietro. Sono circa 60 i membri dell’associazione: ne fanno parte guardie svizzere, suore, preti, farmacisti e bibliotecari. (AP Photo/Andrew Medichini)

In un posto minuscolo come Città del Vaticano, ove gli abitanti si occupano più che altro di religione e di musei, si fa fatica a pensare che lo sport possa attecchire. In realtà, nulla di più sbagliato, soprattutto ora che è nata la prima associazione di atletica all’interno delle mura vaticane.

Trattasi dell’associazione Athletica Vaticana, appena riconosciuta dal CONI e dunque entrata a pieno diritto nel sistema sportivo italiano (da cui il Vaticano dipenderà per far correre i suoi atleti). L’affiliazione alla FIDAL è stata completata, ora manca quella alla federazione internazionale di atletica leggera, vale a dire la IAAF; tuttavia l’iter è stato avviato e non dovrebbero esserci problemi.

Sono circa 60 i membri dell’associazione: ne fanno parte guardie svizzere, suore, preti, farmacisti, falegnami e bibliotecari. Si passa dai 19 anni del più giovane ai 62 anni dell’atleta più anziano, un bibliotecario appunto. Ci sono anche due atleti stranieri: Buba Jallow, un 21enne del Gambia, e Amsou Cisse, un 19enne del Senegal, due richiedenti asilo ospitati nel Cara di Castelnuovo di Porto, vicino a Roma, gestito dalla cooperativa ‘Auxilium’.

La sorella Marie Theo in mezzo agli atleti del club (AP Photo/Andrew Medichini)
La sorella Marie Theo in mezzo agli atleti del club (AP Photo/Andrew Medichini)

Come molti quotidiani hanno ingiustamente scritto, nel Vaticano non è la prima volta che si parla di sport. Da diversi anni esiste un campionato di calcio interno (con 8 squadre: Dirtel Team, Fortitudo 2007, Pont. Univ. Lateranense, Archivio Segreto, Guardia Svizzera F.C., Musei Vaticani, Dirseco, Rappr. OPBG) e pure una nazionale, la quale però è volutamente non iscritta agli elenchi FIFA per ‘mantenere la dimensione di gioco e di passione propria dello sport’. In passato non sono mancate notizie su altri sport praticati, come ad esempio il tennis, il ciclismo, lo judo e il tiro al segno, anche se non è mai stata oltrepassato il limite dell’amatorialità.

C’è inoltre un team di cricket, per idea del Vaticano e dei suoi membri provenienti dalla regione indiana. Il suo scopo è spalleggiare il dialogo interreligioso. Il club è nato nel 2014. Anche qui si parla di un’iniziativa del tutto amatoriale.

Per il club di atletica invece sarà tutto diverso: i membri dell’associazione sognano apertamente una delegazione vaticana alle Olimpiadi, contando sugli inviti del Comitato Olimpico Internazionale. Meglio ancora se con atleti qualificati sotto il tempo minimo richiesto per competere.

Il Presidente del comitato paralimpico Luca Pancalli, il Cardinale Gianfranco Ravasi, il Presidente del CONI Giovanni Malagò e il Presidente di Athletica Vaticana, monsignor Melichor Jose’ Sanchez de Toca y Alameda (sottosegretario del Pontificio consiglio della cultura) sono i soggetti di questa foto (AP Photo/Andrew Medichini)
Il Presidente del comitato paralimpico Luca Pancalli, il Cardinale Gianfranco Ravasi, il Presidente del CONI Giovanni Malagò e il Presidente di Athletica Vaticana, monsignor Melichor Jose’ Sanchez de Toca y Alameda (sottosegretario del Pontificio consiglio della cultura) sono i soggetti di questa foto (AP Photo/Andrew Medichini)

L’associazione esordirà per la prima volta in modo ufficiale soltanto il prossimo 20 gennaio alla ‘Corsa di Miguel’, una gara che si svolge a Roma (da ormai 20 anni) in ricordo del podista e poeta argentino Miguel Sanchez, che il 9 gennaio del 1978 venne rapito e fatto sparire da un commando paramilitare.

Ecco ciò che ha commentato il Cardinale Ravasi a riguardo di questa iniziativa: “Il desiderio è quello di cominciare per gradi e passare da uno stato di semplice presenza a uno stato vero e proprio di competizione. Questo potrebbe avvenire come primo grado all’interno di eventi come i Giochi del Mediterraneo e a Giochi dei Piccoli Stati. Poi chissà, potremmo andare alle Olimpiadi…“.

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