Immobile: "Inizi alla Juve? Periodo difficile. Ora alla Lazio sono felice. Nazionale e critiche, dico tutto"

Antonio Parrotto
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La Scarpa d'Oro in carica Ciro Immobile ha parlato della sua carriera, dei suoi inizi alla Juventus, dei momenti bui all'estero con Borussia Dortmund e Siviglia, ma anche della Nazionale e della sua esperienza con la maglia della Lazio. Ecco le sue dichiarazioni.

Terzo italiano a vincere la Scarpa d'Oro dopo Toni e Totti?

"Entrambi campioni del mondo e giocatori straordinari. Sono orgoglioso di vedere il mio nome tra i grandi che hanno vinto prima di me".

Le critiche?

"Nel calcio, ognuno ha il suo momento. E nella scorsa stagione ho avuto il mio".

Calcio e Covid?

"Senza tifosi manca la cosa più importante: la passione, l’emozione, il boato nello stadio dopo un gol, festeggiare coi tifosi. Così dedico questo premio non solo alla società e ai miei compagni, ma anche ai tifosi".

La Juve da giovane?

"Fu un passaggio difficile tra due realtà completamente diverse. Avevo il sogno di arrivare in Serie A. Per farlo servono sacrifici e un amore assoluto per il calcio. Ho lavorato duramente per arrivare alla Scarpa d’oro. So che molti giovani hanno questi sogni ma ora vivono un momento difficile. A loro dico: “Stringi i denti, non arrenderti!” Ognuno ha la possibilità di realizzare il proprio sogno".

La Lazio?

"Io e la mia famiglia siamo felici a Roma. Con la società e l’allenatore Inzaghi stiamo costruendo da anni un progetto con tanti successi. E vogliamo arrivare più su".

Ciro Immobile | Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images
Ciro Immobile | Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images

Klose e Lewandowski?

"Miro era un idolo. Come quando al Dortmund ho preso il posto di Lewandowski. Impossibile sostituire giocatori così eccezionali, puoi solo cercare il tuo percorso di successo".

Le esperienze con Borussia Dortmund e Siviglia?

"Anche se non sono andate in modo ottimale in termini sportivi, ho portato via molto dalla Germania e dalla Spagna. Sperimentare altre culture è un processo di apprendimento".

Mancini e il mancato Mondiale?

"La non qualificazione al Mondiale è stato uno dei momenti più oscuri e deludenti della mia carriera. Con Mancini un lavoro fantastico dal 2018: i risultati parlano da soli. E i tifosi sono di nuovo entusiasti. Siamo una squadra molto forte con tanti giovani di grandi prospettive. Siamo molto ottimisti e le gare del girone si svolgeranno a Roma: avremo più motivazioni. Pochi gol in Azzurro? A quanto pare, ne ho segnati così tanti nei club che avevo esaurito la mia polvere con gli azzurri (ride, ndr). È vero, devo lavorare sulla mia media".

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