Incidente Roma, Pietro Genovese: "Gaia e Camilla sbucate dal nulla"

Pietro, Camilla e Gaia
Pietro, Camilla e Gaia

"Sono sconvolto e devastato per quello che è successo. Non le ho viste: sono sbucate all'improvviso, io ero partito col verde". Pietro Genovese, il ragazzo che ha investito e ucciso le 16enni Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli in corso Francia a Roma, è stato interrogato dal gip di Roma. Nel corso dell'atto istruttorio l'indagato ha ricostruito, spesso interrotto dalle lacrime, la sera dell'incidente che aveva trascorso a casa di un amico per festeggiare il ritorno dall'Erasmus.

Il 20enne, attualmente agli arresti domiciliari con l'accusa di omicidio stradale plurimo, è comparso nel pomeriggio del 2 gennaio davanti al giudice per le indagini preliminari Bernadette Nicotra, per l'interrogatorio di garanzia. Le prime parole pronunciate dal ragazzo sembrano confermare quelle di un testimone, uno dei ragazzi in macchina con Pietro quella tragica notte.

Scorri per continuare con i contenuti
Annuncio

LEGGI ANCHE: Barbara Palombelli e le 16enni investite: "Anch'io passavo col rosso"

Sono due gli elementi principale dell'accusa: l’alta velocità a cui viaggiava l'auto di Genovese e il tasso alcolemico nel sangue, pari a 1,4 grammi per litro. Il 20enne, inoltre, è stato trovato positivo alle sostanze stupefacenti, anche se quelle tracce potrebbero risalire ai giorni precedenti.

I video

Dopo la tragedia, Genovese aveva raccontato di non aver visto le ragazze, "sbucate dal nulla" e forse passate col rosso. Ma il legale della famiglia di Camilla, Cesare Piraino, aveva smentito l'ipotesi che le due vittime avessero attraversato la strada con il semaforo rosso: "Le ragazze hanno iniziato l'attraversamento con il verde per i pedoni", aveva spiegato l'avvocato.

A supporto di quanto dichiarato dall’avvocato, ci sarebbero due video, già acquisiti dalla Procura di Roma: uno di cinquanta secondi e l'altro di un minuto e 26 secondi, i quali riprendono il funzionamento del semaforo pedonale dove è avvenuto il tragico investimento.

LEGGI ANCHE: “Gaia e Camilla sono morte sul colpo”

Il gip ha scritto che Pietro Genovese, quella notte, "percorreva una strada all’interno di un agglomerato urbano, in un punto caratterizzato dalla presenza di case e locali notturni della movida romana, a velocità elevata a tenore degli elementi sopra esposti, e con un tasso di alcol nel sangue superiore al limite consentito, con la conseguenza che in astratto pur non avendo concepito come concretamente realizzabile l’incidente stradale e non averlo in alcun modo voluto, in concreto con la sua condotta si sia rappresentato la possibilità di cagionare un evento non voluto confidando al contempo nelle sue capacità alla guida così da poterlo scongiurare".

“Pietro non è il killer descritto, merita rispetto”

"Questa è una tragedia per tutte e tre le famiglie coinvolte. Genovese non è il killer descritto e merita rispetto e comprensione come le famiglie di queste due ragazze - hanno detto gli avvocati Franco Coppi e Gianluca Tognozzi, difensori del giovane accusato dell'omicidio stradale di Gaia e Camilla - Il nostro assistito ha risposto alle domande. Ad ora non abbiamo presentato istanza di attenuazione della misura cautelare. Rifletteremo anche su un eventuale ricorso al Riesame".

GUARDA ANCHE - Ragazze investite, l’ultimo saluto a Gaia e Camilla

Potrebbe interessarti anche...