Infantino: "In campo quando non ci saranno rischi"

Adx
Askanews

Roma, 23 mar. (askanews) - Il presidente della Fifa Gianni Infantino compie oggi 50 anni, e parla così alla Gazzetta dello Sport del futuro del calcio: "Ripartire a maggio? Prima la salute. Poi tutto il resto. E il resto, per i dirigenti, significa sperare il meglio ma anche prepararsi al peggio. Senza panico, diciamolo chiaramente: si giocherà quando si potrà senza mettere a rischio la salute di nessuno. Federazioni e leghe siano pronte a seguire le raccomandazioni di governi e Oms. Io ringrazio dottori, infermieri e tutti quelli che rischiano la loro vita per salvarne altre. Loro sono eroi".

Sacrifici. "Abbiamo dimostrato spirito di cooperazione e solidarietà con Europa e Sudamerica. Ora pensiamo al calendario delle nazionali. E alle modifiche e alle dispense temporanee per i regolamenti sullo status dei calciatori e i trasferimenti. Per proteggere i contratti e adeguare i periodi di registrazione. Servono misure dure. Ma non c'è scelta. Dovremo tutti fare sacrifici".

Scorri per continuare con i contenuti
Annuncio

Mondiale per club. Rinviato il suo 'sogno': «Non il mio sogno, ma un torneo Fifa per sviluppare il calcio di club mondiale, voluto da tutti i club, compresi i top europei. Quando l'Uefa creò la Champions, trent'anni fa, ci fu l'insurrezione di federazioni e leghe: avevano paura della novità. Ora si dice che è stata una genialata. Siamo di fronte a paure simili e inutili: tutti avranno benefici. Vediamo cosa diranno tra trent'anni. Presto decideremo se giocare la prima edizione nel 2021, nel '22 o al massimo nel '23".

Calcio verso la Recessione? "Si rischia. Serve una valutazione dell'impatto economico globale. Ora è difficile, non sappiamo quando si torna alla normalità. Ma guardiamo alle opportunità. Possiamo forse riformare il calcio mondiale facendo un passo indietro. Con formati diversi. Meno tornei, ma più interessanti. Forse meno squadre, ma più equilibrate. Meno partite per proteggere la salute dei calciatori, ma più combattute. Non è fantascienza, parliamone. Quantifichiamo i danni, vediamo come coprirli, facciamo sacrifici - sarà avvantaggiato chi ha gestito la propria "azienda" in modo sano - e ripartiamo. Non da zero, siamo privilegiati. Ma salviamo tutti assieme il calcio da una crisi che rischia di essere irreversibile".

Caso Agenti, si va avanti? "Sì. Non si tratta di essere contro gli agenti, al contrario. Quest'anno avremo una legislazione chiara sui flussi monetari dei trasferimenti. Attuando quanto chiedono l'Ue, mondo politico ed economico, tifosi. Il calcio non è e non può più essere il Far West, dove non esistono regole. Il regolamento sugli agenti è solo parte di una riforma più ampia del sistema trasferimenti. Ogni estate circolano, a volte via paradisi fiscali, circa 7 miliardi di euro di trasferimenti internazionali. Il settore economico meno regolamentato al mondo. E ogni volta che polizia o finanza fanno controlli trovano qualcosa di strano. Anche gli agenti, in particolare quelli bravi e seri, trarranno molti benefici".

Potrebbe interessarti anche...