Inter, alleggerirsi è un’impresa: tutti i ‘no’ che bloccano l'ultima fase del mercato

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Il mercato dell’Inter, dopo un inizio sprint, vive ora una fase di profondo stallo: non solo l’attesa sul fronte Skriniar, ma anche la necessità di vendere – e non svendere – quei giocatori che fanno parte della rosa ma ai quali Inzaghi non ha modo o intenzione di concedere spazio. Emblematico il caso di Sanchez, che ha già messo in fila un numero notevole di no a varie squadre sudamericane e asiatiche, capaci di accontentarlo economicamente ma non sul piano tecnico. Il cileno ha ancora fame di grandi palcoscenici e aspetta in tal senso la proposta giusta. Che potrebbe arrivare dal Marsiglia, ma solo se i francesi riusciranno a fargli posto in attacco e se l’Inter metterà assieme i 7 milioni che servono per la buonuscita (che poi sono quelli dovuti al calciatore per l’ultimo anno di contratto). PINA – NO – NTI – Salernitana e Monza c’erano. Eccome, e anzi i granata avevano anche la stretta di mano con Marotta per l’attaccante di Cles, ma Pinamonti vuole competere per obiettivi più alti della salvezza già centrata con l’Empoli. Gasperini gli ha assicurato un impiego consistente come eventuale sostituto di Muriel al fianco di Zapata, il ragazzo forza la mano per raggiungere Bergamo anche a fronte di un pagamento minore. E attenzione al Sassuolo, se dovesse andare in porto la cessione di Raspadori al Napoli. Un intreccio che richiede tempo che l’Inter non è così sicura di avere. NO E NO – Lucien Agoumé si è ben comportato al Brest in compagnia dell’altro nerazzurro in prestito Satriano, ma adesso la prospettiva di un anno a titolo temporaneo alla Cremonese non lo scalda. Il giocatore continua a prendere tempo, anche se in questo caso si tratta di un’operazione contenuta. Al contrario di quella che Edin Dzeko ha soffocato sul nascere, dicendo no ai timidi sondaggi del Borussia Dortmund alla tragica ricerca di un attaccante dopo le notizie arrivate sul povero Haller. Dzeko non è in vendita, ma una pretendente come il Dortmund avrebbe sicuramente avuto le risorse per convincere l’Inter a privarsi, a conti fatti, di una riserva ed alleggerirsi dei 5,5 milioni di euro ad essa dovuti da contratto.

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