Inter: altro che vice Dzeko, serve chi lo manda in pensione. Marotta e Ausilio di fronte alla scelta più importante

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Guardando al futuro, l’Inter dovrà avere sul mercato la stessa fame che sta dimostrando di avere in campo da un paio di anni a questa parte. Ausilio e Marotta si troveranno di fronte a una questione di fondamentale importanza: la scelta del 9 del futuro, quello che dovrà garantire all’Inter almeno 20 gol a stagione. L’animale d’area, il cecchino che non perdona. Insomma, quello che dovrà prendere il posto di Edin Dzeko, che a marzo andrà per i 36 anni e che non sembra più avere la lucidità né la forza per reggere l’attacco nerazzurro. Oltre che a presentare la solita lacuna che spesso lo ha contraddistinto: Edin in alcuni frangenti è prezioso, ma sbaglia troppi gol.

IL CECCHINO - Pensando al futuro spesso si commette un errore: L’Inter dovrà prendere un vice Dzeko, si dice. In realtà no, la questione è ben diversa. All’Inter non serve un vice, ma uno che prenda il posto di Dzeko e che spedisca in panchina l’ex Roma, che dovrebbe entrare a 15-20 minuti dalla fine. La carta d’identità parla da sola, funzionerebbe così in qualsiasi altro campionato, solo in Italia esistono gli Highlanders. Sul taccuino di Marotta sono diversi i nomi in lizza, ma Scamacca sembra l’obiettivo più percorribile. Può bastare? L’interrogativo è d’obbligo e per questo motivo rimane vivo il sogno Vlahovic, una via impercorribile senza una grande cessione. Il futuro è in pressing, la scelta è di quelle importanti: non si può sbagliare.

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