Calhanoglu: 'Scudetto al Milan? Perso quel derby anche per colpa di Inzaghi. Ibrahimovic? Ha 40 anni, ama l'attenzione...'. Poi arriva la precisazione dell'Inter

La stagione con l'Inter, lo scudetto del Milan, gli errori di Inzaghi e lo scontro dialettico con Ibrahimovic. C'è tutto nella lunga intervista concessa da Hakan Calhanoglu a Tivibu Spor, il centrocampista turco parte dal bilancio dell'annata: "E' stata davvero una stagione intensa, impegnativa. Abbiamo giocato senza sosta, in Champions League, in campionato e con la Nazionale. Siamo andati anche in ritiro alla fine del campionato e sono felice di aver finito quattro partite su quattro. Ho altre due settimane di vacanze, domani andremo ad Antalya e faremo una vacanza lì con mio fratello Merih (Demiral, ndr). Dopo la partita con la Nazionale a Smirne, nessuno voleva andarsene".

CRITICHE - "Penso di essere severamente criticato di tanto in tanto, ma vivo tutto dentro di me. Dopotutto, ho una grande responsabilità su di me. Ma chi mi conosce bene, sa cosa ho passato. Ecco perché sono preparato a tutte le critiche che vengono dall'esterno. Queste sono normali, comunque non sono venuto qui facilmente. Ci sono sempre critiche. Ma la mia posizione è chiara, è chiaro dove gioco. Ecco perché cerco di non ascoltare. Ci metto un po', sono una persona emotiva, ma non lo mostro. Sto solo condividendo con mia moglie. Cerco di non mostrarlo nemmeno ai miei compagni di squadra più cari".

IL PASSAGGIO DAL MILAN ALL'INTER - "E' stato molto difficile. Stessa città, colori diversi. Anche adattarsi alla squadra non è stato facile. Ma ho lavorato sodo, ero molto concentrato sul mio lavoro. Sapevo che sarei andato nella squadra campione d'Italia, questa era la mia occasione. Poi la squadra in cui sono andato non ha vinto lo scudetto che è andato alla mia ex squadra: la gente ha come insinuato che fosse colpa mia. Il nostro obiettivo per la prossima annata è di nuovo il campionato, stanno arrivando anche buoni giocatori. Penso di aver dato un buon contributo alla squadra con assist e gol. La nostra squadra sta molto bene, sono molto felice all'Inter. Anche il supporto dei tifosi mi aiuta molto. Ho giocato al Milan per quattro anni, ma nessuno gridava il mio nome dagli spalti, cosa che succede ogni volta che faccio riscaldamento pre-partita con l'Inter. L'Inter è una squadra molto più forte del Milan".

LA SCONFITTA NEL DERBY - "Abbiamo perso un derby che è cambiato improvvisamente al 75' dopo che io e Perisic siamo stati sostituiti. Eravamo in vantaggio 1-0, poi abbiamo perso 2-1. Anche l'allenatore ha contribuito alla sconfitta, gliel'ho pure detto. In Coppa, invece, li abbiamo battuti 3-0. La squadra è molto ambiziosa".

IL MESSAGGIO DI IBRAHIMOVIC - "E' un uomo di 40 anni, io non farei una cosa così se avessi quell'età. Non ha 18 anni. Gli piace essere al centro dell'attenzione. Quest'anno non ha contributo allo scudetto, non ha praticamente giocato. Ma fa di tutto per attirare l'attenzione dei tifosi. Non mi interessa affatto, non è giusto per una persona che mi chiamava sempre quando ero al Milan, che voleva uscire a cena e andare in moto con me. Lo rispettavo e per me era così. Ha anche scritto di me nel suo libro: doveva scrivere o il suo libro sarebbe stato vuoto. Non gli rispondo, è meglio non rispondere".

INZAGHI LO VOLEVA - "Mi voleva tanto, anche la sua insistenza è stata importante perché mi trasferissi all'Inter".

TRASFORMATO IN ITALIA - "Mi alleno sui calci di punizione nello stesso modo in cui Nadal si allena nel tennis. Queste giocate non arrivano senza allenamento. Certo puoi avere talento, ma devi lavorare. Ma non mi concentro più sul calcio di punizione come una volta, perché in Italia mi sono migliorato tatticamente e difensivamente. Sono diventato un giocatore con caratteristiche diverse".

CHAMPIONS - "La gente si arrabbia quando non può vedere le squadre turche in Champions League. Vorrei pescare Trabzonspor o Fenerbahce, sarei felice. Dobbiamo partecipare regolarmente alla Champions per aumentare il valore dei nostri giocatori".

SOGNO GALATASARAY - "Ho passato la mia infanzia sognando di vincere un trofeo con il Galatasaray. Si sogna di indossare quella maglia. Non so quando o come. I tifosi del Galatasaray sanno che vengo dal Galatasaray, ma non voglio dirlo sempre perché sento costantemente parlare di un trasferimento al Galatasaray e poi sono delusi se non accade. C'era una possibilità l'anno scorso, c'è stato un contatto. Non credo accadrà quest'anno o l'anno prossimo. Ma possono sperare per il futuro, perché il mio contratto scadrà e sarò aperto a qualsiasi cosa".

LA PRECISAZIONE - In un seguito alla pubblicazione dell'intervista alla tv turca, il centrocampista nerazzurro ha fornito una precisazione:

“Evidentemente alcune mie parole sono state mal interpretate da alcuni organi di stampa: non ho mai criticato nessun allenatore, figuriamoci mister Inzaghi che ritengo un grande tecnico e che mi ha voluto fortemente all’Inter e dato tanta fiducia. Se io e i miei compagni abbiamo fatto una grande stagione, e vinto due trofei, è tanto merito suo”