Inter, che impresa in Champions: Inzaghi come Mourinho, il confronto con Conte

Se quella di ieri sera per l'Inter non è stata una serata perfetta, poco ci è mancato: qualificazione agli ottavi di Champions con un poker al Viktoria Plzen, Lukaku torna dopo due mesi e va subito in gol. San Siro applaude, Simone Inzaghi sorride. Dietro al passaggio del turno c'è anche - e soprattutto - la sua mano: ha raddrizzato un girone partito con il piede sbagliato, ha fatto fuori il Barcellona andando oltre ogni previsione fatta dalla società al momento dei sorteggi.

IL POST CONTE - Per Simone si tratta della seconda qualificazione consecutiva gli ottavi, l'ultimo a riuscirci prima di lui era stato un 'certo' Josè Mourinho: stagioni 2008-09 - fuori agli ottavi - e 2009-10, l'ann del Triplete. Non ci riuscì neanche Conte, che nelle due stagioni nerazzurre uscì sempre alla fase a gironi: il primo anno - quello dello stop per la pandemia - arrivò terzo nel girone con Barcellona, Dortmund e Slavia Praga sfiorando la vittoria dell'Europa League con la sconfitta in finale contro il Siviglia; nel 2020-21 chiuse il girone al quarto posto dietro a Real Madrid, Borussia Monchengladbach e Shakhtar Donetsk. Un'altra vita, un'altra Inter. Ora i nerazzurri vincono e volano agli ottavi di Champions.

FIDUCIA - Anche nei momenti di difficoltà l'allenatore non è mai stato in dubbio, la società ha sempre fatto scudo intorno a lui, dandogli sempre piena fiducia. Un attestato di stima dimostrato già prima con il rinnovo del contratto fino al 2024 aumentando l'ingaggio da 3 milioni a 4,5. Inzaghi si è ripreso l'Inter e l'ha riportata agli ottavi di Champioons: due su due per Simone, proprio come Mourinho.