Inter, Conte non vuole sorprese: per i nuovi acquisti c'è il 'test di ingresso'

Conte ha rilasciato un'intervista in cui spiega le regole per i suoi calciatori nel sesso: "Rapporto breve, preferibilmente con le proprie mogli".
Conte ha rilasciato un'intervista in cui spiega le regole per i suoi calciatori nel sesso: "Rapporto breve, preferibilmente con le proprie mogli".

Ad oggi non è dato a sapersi se l'Inter a gennaio interverrà sul mercato per regalare ad Antonio Conte un paio di rinforzi che vadano a puntellare una rosa bisognosa di forze fresche per il doppio impegno, finora gestito a fatica dal tecnico salentino.

Di sicuro vi è che ogni altro nuovo innesto arriverà in completa sintonia tra la dirigenza e l'allenatore che, secondo quanto riportato da 'La Gazzetta dello Sport', utilizzerebbe un metodo considerato quasi infallibile per capire se quel giocatore è davvero da Inter oppure no.

Più o meno a metà della trattativa entra in scena Conte con il suo 'test d'ingresso' diviso in trentuno punti, ognuno dei quali decisivi per la fumata bianca successiva: un colloquio diretto allo scopo di evitare brutte sorprese future, con acquisti che potrebbero rivelarsi un clamoroso flop.

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Troppo importante sapere tutto di chi sta per indossare la maglia nerazzurra: il calciatore in questione viene informato della metodologia di lavoro adottata che deve essere condivisa pienamente con le giuste motivazioni, indispensabili per far sì che la nuova avventura inizi e prosegua per il verso giusto.

Si dice che il test sottoposto ad Alexis Sanchez sia stato piuttosto lungo: alla fine il cileno lo ha superato ma la sfortuna si è accanita contro di lui con l'infortunio che lo renderà indisponibile fino a gennaio.

Con questo metodo nessuno corre il rischio di restare fuori dal progetto: basti pensare a Valentino Lazaro, tenuto in naftalina nelle prime partite e rispolverato con successo nelle ultime, in cui si è rivelato un'arma in più sulla fascia destra per far rifiatare uno stanco Candreva. Con Conte è vietato sbagliare, e pazienza se le trattative rischiano di andare un po' per le lunghe: come dice l'antico detto, 'meglio prevenire che curare'.

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